La Nuova Sardegna

Sassari

ozieri 

Lotta al randagismo meno onerosa

di Barbara Mastino
Lotta al randagismo meno onerosa

Il Comune ha stabilito nuove regole per le adozioni dal canile

2 MINUTI DI LETTURA





OZIERI. Numerose modifiche, in particolare per quanto riguarda le pratiche e gli incentivi per l’adozione, nel nuovo regolamento sul randagismo approvato nei giorni scorsi a Ozieri. Modifiche che nascono da una doppia riflessione: la prima sulla portata del fenomeno, che a Ozieri assume contorni preoccupanti, su tutti per l’alto numero di randagi presenti per le strade (stimati in circa 400) ma anche per quello dei cani che si trovano ricoverati nel canile convenzionato di Ittiri, ben 109 (due anni fa si arrivò a 131).

La seconda riflessione è quella sull’alto costo che la gestione dell’emergenza comporta per le casse del Comune: circa 80-100 mila euro all’anno, a fronte di un segno zero di finanziamenti regionali pur stante l’obbligo che i comuni hanno di occuparsi del fenomeno.

Bisognava quindi correre ai ripari, come già fatto nel 2016 con il primo regolamento che incentivava con un premio in denaro l’adozione dal canile convenzionato, che ha consentito, anche grazie all’accordo con una associazione ambientalista tedesca, di affidare ben 41 cani prelevati dalla struttura di Ittiri. Un altro grosso colpo di mano lo sta poi dando l’associazione locale Orme, che da qualche mese si sta occupando della promozione delle adozioni e grazie alla quale negli ultimi mesi i cani randagi rintracciati nel territorio sono stati quasi tutti adottati: tutti tranne uno, unico nuovo ospite inviato a Ittiri da settembre. C’è ancora molto da fare, in particolare tenendo conto dell’aspetto sanitario e delle sterilizzazioni e castrazioni che devono essere promosse per evitare il proliferare di cuccioli che poi non sempre trovano casa. Qui interviene il nuovo regolamento, che incentiva sia l’adozione dal canile (dove i cani sono sottoposti alle cure mediche e microchippati) sia quella dalla strada, dove diventa fondamentale il contributo di Orme nonché di altre eventuali associazioni convenzionate. Come si legge infatti nell’articolo 3 del regolamento, «il Comune manterrà la proprietà dell’animale fino ad adozione avvenuta, destinandolo in custodia temporanea per il quale l’associazione convenzionata abbia fatto domanda. Qualora l’associazione richiedesse l’incentivo cure veterinarie di sterilizzazione e castrazione, questo comporterebbe impedimento per analoga richiesta da parte dell’adottante finale». La priorità diventa quindi la salute del cane, pertanto l’incentivo previsto non è più fissato in una quota fissa di 700 euro da erogare in tre tranches ma viene destinato volta per volta da una delibera di giunta alle cure veterinarie, al microchip e alla sterilizzazione. Da qui il duplice vantaggio: l’adozione del cane viene riconosciuta come atto civile e si scansa ogni equivoco sulle finalità economiche dell’adottante e dall’altro lato essa diventa molto meno onerosa per le casse del Comune.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative