La Nuova Sardegna

Sassari

Ora le ceneri di Giacomo Deiana scaleranno il Grand Canyon

di Luca Fiori
Ora le ceneri di Giacomo Deiana scaleranno il Grand Canyon

Centinaia di persone per l’ultimo saluto all’alpinista sassarese morto a Cogne. I genitori spargeranno i suoi resti in giro per il mondo fino alla gola dell’Arizona

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Il giovane alpinista sassarese potrà proseguire il suo cammino, interrotto la mattina del 21 febbraio mentre scalava la cascata “Pattinaggio artistico” a Lillaz di Cogne, grazie all’amore immenso dei suoi genitori.

È questa la promessa che Gianfranco e Maria Antonietta, il papà e la mamma dello sfortunato scalatore, hanno fatto ieri pomeriggio al loro unico figlio scomparso a soli 28 anni e a tutti quelli - davvero tanti - che gli hanno voluto bene.

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Dopo l’abbraccio ricevuto da oltre 500 persone che hanno affollato la sala conferenze dell’Hotel Grazia Deledda Gianfranco e Maria Antonietta hanno promesso di spargere le ceneri di Giacomo nei luoghi che il loro figlio ha amato e fatto suoi in tanti anni di viaggi e di imprese in giro per il mondo. Un viaggio che si concluderà in cima al Grand Canyon, in Arizona, un luogo che Giacomo sognava di raggiungere al più presto. Ieri pomeriggio il giovane alpinista sassarese è riuscito in un’altra impresa, quella di convogliare al primo piano dell’hotel di viale Dante un numero incredibile di persone di tutte le età. Su un tavolo accanto alle sue ceneri, le scarpe da arrampicata e le sua attrezzatura da rocciatore.

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In prima fila, accanto ai suoi genitori e ai suoi parenti, c’era Andrea, la ragazza colombiana conosciuta in Patagonia sposata da pochissimo. «Mi hai insegnato ad amare - ha detto la giovane donna rivolgendosi a Giacomo - e ora nessuno potrà mai separarci. Ti cercherò in ogni tramonto - ha aggiunto Andrea - e in ogni stella che abbiamo guardato insieme e ti ritroverò in tutti i luoghi che hai amato e mi hai fatto conoscere e amare». Mentre su uno schermo venivano proiettate le foto delle imprese di Giacomo o semplicemente del suo sorriso, in tanti hanno voluto prendere la parola per ricordare una persona veramente speciale. «Giacomo era ricco di amici perché sapeva ascoltare - ha detto un amico - era una di quelle rare persone al tempo stesso forti e sensibili».

Due anni fa Giacomo Deiana era riuscito in un’impresa che aveva fatto parlare il mondo dell’alpinismo. Era riuscito a scalare il Colmillo Sur, in Patagonia, e subito dopo il Cero Torre, una delle montagne più difficili dell’emisfero meridionale non tanto per l’altezza (poco più di 3.000 metri) ma perché ricca di ghiacciai. In Valle d’Aosta si stava allenando per diventare una guida alpina. Il 21 febbraio insieme aveva appena iniziato a salire una cascata di ghiaccio. Purtroppo dopo aver messo due chiodi la colonna si è spezzata provocando la tragedia.

«Ti ho visto crescere e diventare uomo - ha detto ieri pomeriggio un’amica con cui aveva diviso la passione per l’arrampicata e per la capoeira - da allievo sei diventato in poco tempo il maestro di tutti noi, il nostro orgoglio, il nostro kondor. Ti prometto - ha concluso singhiozzando - che d’ora in poi vivrò seguendo il tuo esempio, cercando di fare solo quello che mi farà stare bene come hai fatto tu, grazie per tutto quello che ci hai insegnato piccolo grande uomo».

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