l’addio
Pino Tedde, una vita tra ferrovie e impegno politico
SASSARI. Se n’è andato Pino Tedde, scomparso dopo una breve malattia. Il 23 aprile prossimo avrebbe compiuto 73 anni. Se si ricorda Pino Tedde, il primo pensiero va alla sua simpatia, alla sua risata...
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SASSARI. Se n’è andato Pino Tedde, scomparso dopo una breve malattia. Il 23 aprile prossimo avrebbe compiuto 73 anni. Se si ricorda Pino Tedde, il primo pensiero va alla sua simpatia, alla sua risata contagiosa, alla sua ironia che erano i tratti principali del suo carattere. E poi al suo impegno civile e politico, che ha esercitato nell’appartenenza partitica, ma anche alla guida, come presidente, di aziende importanti come l’Atp sassarese e la Multiss, multiservizi della Provincia. E infine, ma non per ultimo, il suo legame con le ferrovie, nato si può dire dal suo primo vagito. Di genitori nulvesi, nasce nella casa cantoniera di Oddastru, ad Arzachena, che era anche fermata facoltativa delle Strade ferrate sarde. Il padre Giommaria Tedde era, infatti, cantoniere quando la madre Gavina Janno lo diede alla luce. A Nulvi trascorrerà l’infanzia e l’adolescenza frequentando le scuole elementari e medie. A Sassari studia alle Industriali e prende il diploma di perito meccanico.
Giovanissimo comincia a lavorare al Petrolchimico, ma poi la sua vita si indirizza su un binario preciso. Trova l’impiego definitivo come capo tecnico alle Ferrovie della Sardegna di Sassari. Dove rimarrà fino alla pensione raggiunta come capo Area. Intanto diventa dirigente provinciale nel Psdi e poi nelle file dello Sdi, con due candidature alle regionali, risultando primo dei non eletti. Ultimamente si era avvicinato a Sel. Coltivava anche una grande passione per il calcio. Arbitro di lungo corso dell’Aia (Associazione italiana arbitri) per qualche anno è stato anche presidente della sezione Aia di Sassari.
Pino Tedde faceva parte di una famiglia numerosa alla quale era legatissimo. Ai familiari e al fratello Mauro Tedde, nostro collaboratore, le condoglianze della Nuova Sardegna.
Giovanissimo comincia a lavorare al Petrolchimico, ma poi la sua vita si indirizza su un binario preciso. Trova l’impiego definitivo come capo tecnico alle Ferrovie della Sardegna di Sassari. Dove rimarrà fino alla pensione raggiunta come capo Area. Intanto diventa dirigente provinciale nel Psdi e poi nelle file dello Sdi, con due candidature alle regionali, risultando primo dei non eletti. Ultimamente si era avvicinato a Sel. Coltivava anche una grande passione per il calcio. Arbitro di lungo corso dell’Aia (Associazione italiana arbitri) per qualche anno è stato anche presidente della sezione Aia di Sassari.
Pino Tedde faceva parte di una famiglia numerosa alla quale era legatissimo. Ai familiari e al fratello Mauro Tedde, nostro collaboratore, le condoglianze della Nuova Sardegna.
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