Uffici giudiziari in tilt un solo impiegato al lavoro
di Gavino Masia
Il direttore amministrativo è assente da oltre sei mesi e non è stato sostituito La richiesta al Comune è di rendere interamente operativo il giudice di pace
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PORTO TORRES. Gli avvocati turritani lamentano il comportamento “ostruzionistico” da parte dell’amministrazione comunale che sta creando non pochi problemi al buon funzionamento dell’ufficio del Giudice di pace. Da qualche anno sono infatti in servizio due dipendenti comunali negli uffici di piazza Walter Frau, ma da oltre sei mesi è assente giustificato per motivi di salute il direttore amministrativo. Non è ancora prevista una data di rientro in servizio del funzionario e nel frattempo il Comune non ha mai provveduto alla sostituzione o all’applicazione di altro personale amministrativo. Questo significa che l’unico impiegato attualmente in servizio è l’assistente giudiziario: dovendo reggere in totale solitudine tutto l’ufficio, non avrebbe diritto ad assentarsi neanche in caso di malattia perché non verrebbe sostituito dal Comune. Non avrebbe dunque il diritto di usufruire di ferie, congedi parentali, permessi e quant’altro previsto dalla legge, senza provocare la chiusura dell’ufficio. «L’atteggiamento dell’amministrazione è lesivo non solo dei diritti del dipendente - dice l’avvocato Antonello Urru -, ma di tutta l’utenza che, in ogni ipotesi di assenza giustificata dell’assistente giudiziario, si vede privata di un servizio essenziale per la cittadinanza trattandosi dell’unico ufficio giudiziario esistente presso il Comune». Il Giudice di pace è presente i lunedì, a settimane alterne, per le udienze penali e il martedì e mercoledì per le udienze civili. L’unico collaboratore rimasto negli ultimi sei mesi si occupa di funzioni burocratiche e amministrative, integrative dell’opera del Giudice. L’amministrazione dovrebbe quindi sostituire il dipendente assente, aggiunge l’avvocato Urru, anche in considerazione del fatto «che diversi dipendenti del Comune si sono dichiarati disponibili al trasferimento presso l’ufficio del Giudice di pace». Una richiesta di potenziamento non andata a buon fine sinora e che ha una certa similitudine con la querelle nata un anno e mezzo fa tra gli avvocati portotorresi e la maggioranza pentastellata. L’amministrazione comunale voleva infatti sopprimere l’ufficio del Giudice di pace per mancanza di sostanziali vantaggi nel mantenimento del servizio, ma 21 avvocati avevano chiesto la revoca o l’annullamento della delibera. Una spinta fondamentale al mantenimento dell’ufficio era arrivata anche dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Sassari, con il presidente Mariano Mameli, che aveva motivato punto per punto l’importanza di mantenere questo presidio a Porto Torres. «La Regione ha pubblicato il 12 gennaio sul Buras la legge che prevede finanziamenti per le spese di funzionamento e di erogazione del Servizio giustizia degli uffici del Giudice di pace - conclude l’avvocato Urru -, con sede nel territorio regionale e personale assunto dagli enti locali, ossia un contributo di 200mila euro per gli anni 2018, 2019 e 2020: speriamo che l’ostruzionismo dell’amministrazione non arrivi sino al punto di ignorare (o non richiedere) la concessione dei finanziamenti».
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