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Sassari

il contrattacco 

«Contro di me manovra politica»

di Vincenzo Garofalo
«Contro di me manovra politica»

Taula: «È una ritorsione per il giusto licenziamento del Dg»

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SASSARI. Un attacco politico, nato e cresciuto in casa Pd, privo di fondamento e che ha avuto come detonatore il licenziamento del direttore generale. Pasquale Taula, da quasi quattro anni presidente del Consorzio industriale provinciale di Sassari, la legge così la mozione presentata mercoledì a Palazzo Ducale dai consiglieri comunali del Pd, con cui si chiede al sindaco di destituirlo dalla carica e di annullare gli atti con cui è stato dato il benservito al dirigente del Cip, Luigi Pulina.

«Registro ormai da mesi una evidente avversione al cambiamento che ho avviato dal giorno del mio insediamento. Forse non è gradito il costante richiamo a quella autonomia gestionale sancita per legge. O l’applicazione del nuovo regolamento interno per le assunzioni, che prevede una selezione pubblica anche per le assunzioni a tempo determinato piuttosto che provvedimenti ad personam», contrattacca Taula. «Oppure non è gradita la determinazione, tutta mia personale, con la quale mi oppongo a chi mi chiede di “gestire in famiglia”, in alternativa al provvedimento disciplinare di licenziamento, una gravissima negligenza dirigenziale dal valore di diverse centinaia di migliaia di euro. Forse risiede proprio in quest’ultima azione di licenziamento, dolorosa ma dovuta, la principale causa di avversione al mio operato».

E proprio sulle azioni dell’ex dg Luigi Pulina e sui motivi del suo licenziamento in tronco, peraltro arrivato sulla soglia della pensione, che Taula si sofferma: «Le azioni compiute dall’ex direttore sono talmente gravi e che il Cda ha deciso di intraprendere tutte le opportune azioni legali per tutelare gli interessi del Consorzio e di procedere informando dei fatti la Corte dei Conti», spiega il presidente. Ci sono assunzioni disposte da Pulina fuori da ogni sua prerogativa, visto che le assunzioni le delibera il Cda, e c’è l’intricata vicenda dello smaltimento di oltre 7 tonnellate di acque di sentina: «Un’operazione gestita dall’ex dg in autonomia, senza mai ricevere disposizioni dal Cda e senza informarlo, provocando un danno economico di oltre 1 milione».

Secondo la relazione compilata dal nuovo dg Salvatore Demontis, quando ancora era vice direttore, tutto inizia nel dicembre 2012: Pulina e il suo vice dell’epoca firmano una determinazione con cui il Consorzio autorizza la società CPC srl a conferire nel depuratore consortile di Porto Torres le acque di sentina. L’accordo prevedeva da parte del Cip il trattamento delle acque e la restituzione alla CPC degli oli ricavati. Un servizio che il Consorzio offriva a 16 euro per tonnellata, a fronte del tariffario ufficiale che fissava il prezzo a 29 euro. Solo che il Consorzio, non avendo le attrezzature adatte, non è mai stato in grado di separare gli oli e così non ha rispettato l’accordo. E per due anni ha accumulato oltre 7mila tonnelate di acque di sentina arrivando a occupare otto vasche, senza l’autorizzazione della Provincia.

Pulina ha transato con la CPC per evitare una causa, rinunciando al pagamento delle tariffe, acquistando le acque di sentina per 103 mila euro, e comprando dalla stessa CPC un macchinario da 210mila euro. Macchinario che, non avendo le autorizzazioni necessarie, il Consorzio non può usare. Inoltre il Cip ha speso 403 mila euro per smaltire le acque in impianti autorizzati.

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