La Nuova Sardegna

Sassari

Guerra sul consorzio il sindaco “tratta” ma Taula non si tocca

di Giovanni Bua
Guerra sul consorzio il sindaco “tratta” ma Taula non si tocca

Sanna si dice pronto al confronto sulla gestione dei conti  La mozione del Pd chiede però la revoca del presidente

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SASSARI. Sherpa al lavoro per sminare la mozione bomba protocollata l’altro ieri dal gruppo consiliare Pd che chiede al sindaco di silurare il presidente del Consorzio industriale provinciale, Pasquale Taula e annullare in autotutela il licenziamento del direttore generale Luigi Pulina e la conseguente nomina del suo successore Salvatore Demontis.

Un documento che rischia di innescare una reazione a catena dagli esiti, a esser prudenti, incerti. Piombato senza preavviso sul tavolo del sindaco Sanna che, sulle prime non l’ha presa certo bene criticando il merito e soprattutto il metodo. Toni alti che ieri si sono però smussati, grazie anche la paziente lavoro di mediazione di parte della giunta. Con il sindaco che si sarebbe detto pronto a esaminare con attenzione eventuali problematiche relative al consorzio, in particolare sulla gestione del conto economico. Impegno per altro già preso al momento della chiusura della crisi la scorsa estate.

Da capire ora quanto il tentativo di ricucire possa andare avanti. Sembra difficile infatti che Sanna decida di rimuovere Pasquale Taula dalla presidenza del Cip, come richiesto dai firmatari della mozione. E francamente impossibile che annulli in autotutela atti gestionali che a lui non competono. Anche perché lo scontro tra Taula e il suo ex direttore generale Luigi Pulina sembra più diretto verso aule di giustizia che di consiglio.

La vicenda Cip insomma appare un vero groviglio, che tocca vari nervi scoperti in casa Dem. E la “gestione Taula” del consorzio è nel mirino del partito da mesi, con i rappresentanti della Provincia e della Camera di Commercio in Cda che si sono dimessi. E i sindacati che lamentano la totale mancanza di rapporto con la presidenza.

Incardinare la questione dentro una mozione, per di più non annunciata a sindaco e giunta nè anticipata a nessun livello dentro il partito, la rende però, se mai dovesse arrivare in aula, il terreno di battaglia perfetto per per la resa dei conti a lungo rimandata tra il sindaco e buona parte della sua maggioranza.

Che la tensione sia alle stelle è infatti cosa nota. E gli avvisi ai naviganti non sono certo mancati. Basti pensare al siluramento di Sanna dalla presidenza dell’Egas. O alla più recente nomina della Fondazione di Sardegna che, piuttosto che scegliere come rappresentate del Comune nel comitato di controllo la candidata del sindaco, Grazia Manca, ha preferito ripiegare sull’indipendente (per di più segnalata dal centrodestra) Antonia Ruiu. Storie molto diverse, sia chiaro, sia nella sostanza sia nei livelli decisionali coinvolti. Ma che rendono bene il clima che si repira in casa Dem: si va avanti senza guantoni.

Se guerra dovrà essere le occasioni non mancheranno. In calendario a Palazzo Ducale ci sono infatti varie pratiche scivolose. La prima è un’interrogazione, sempre sul Cip, presentata dal M5S che arriverà presto in aula. La seconda è la mozione di sfiducia del sindaco, presentata sempre dal M5S. La terza è l’approvazione del rendiconto in calendario il 30 aprile. Se non verrà approvato, dopo una messa in mora di 15 giorni, scatterebbe il commissariamento.

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