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Sassari

Vigilanti Secur, i sindacati chiedono garanzie all’Aou

di Paoletta Farina
Vigilanti Secur, i sindacati chiedono garanzie all’Aou

Sit in in piazza Fiume dei lavoratori che rischiano il posto con il cambio di appalto Incontro con il direttore Pescini per sollecitare modifiche alla delibera contestata

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SASSARI. Striscioni, fischietti e un sit in piazza Fiume, davanti alla sede generale dell’Ats nell’ex ospedale. E poi l’incontro con il direttore amministrativo della Azienda ospedaliera universitaria, Lorenzo Pescini, per sollecitare una soluzione a quello che al momento è il nodo centrale nella vicenda Secur. E cioè la previsione di fatto, nella delibera dello scorso dicembre dell’Aou firmata dal direttore generale Antonio D’Urso, di impiegare più guardie armate che portieri nei servizi di sorveglianza e accettazione dei presidi ospedalieri con il passaggio dal Gruppo Secur alla Coopservice, aggiudicataria del nuovo appalto da 11 milioni di euro per tre anni. Perché una novantina di lavoratori rischiano di perdere il posto, di fronte a un cambio di mansione.

I lavoratori, con i loro rappresentanti sindacali, hanno sostato per quattro ore in piazza Fiume. Incrociando il direttore generale Fulvio Moirano con il quale hanno scambiato poche parole, ma che ha affermato che si interesserà della questione, visto che anche l’Ats è coinvolta nel cambio di appalto.

I rappresentanti sindacali di Cgil, Filcams Cgil, Cisl, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno sottolineato l’urgenza di modificare la delibera al dirigente amministrativo Aou, al quale hanno richiesto un incontro a fine mattinata. La risposta è stata che «proprio alla luce del nuovo contratto di appalto abbiamo richiesto ai nostri direttori di presidio una revisione dei fabbisogni, finalizzata a un più equilibrato passaggio che riduca al minimo eventuali ricadute negative sul personale Secur attualmente utilizzato all’ospedale». Insomma, ci sarebbe la volontà di verificare se davvero servano tante guardie armate, come nelle previsioni, oppure se il servizio, nelle 46 postazioni Aou, possa continuare ad essere svolto anche da portieri, come è avvenuto finora.

«Finché non ci sarà una modifica della delibera Aou rimane viva la preoccupazione per il futuro dei 113 dipendenti non armati – afferma Claudia Garau, segretaria provinciale dell’Ugl Sicurezza civile che conta 70 iscritti tra il personale Secur, che ieri non hanno partecipato alla manifestazione –. Preoccupazione dettata dall’impegno di spesa contenuto nell’atto deliberativo secondo il quale alle prestazioni di vigilanza e trasporto valori sono destinati 3 milioni 300mila euro per anno contro i 345mila euro per il portierato, pari, questi ultimi, all’assunzione di soli 18 portieri».

Secondo la segretaria Garau le dichiarazioni del direttore amministrativo Pescini, quando parla di “eventuali ricadute negative” potrebbero preparare uno scenario futuro di incertezza per i lavoratori del portierato: «All’Istituto Zooproflattico, dove è subentrata ugualmente la Coopservice, le due guardie armate Secur non sono state assorbite e sono state sostituite con portieri». I sindacati hanno affrontato anche l’aspetto dei ritardi nel pagamento degli stipendi, legati alla non regolarità del Durc, che intanto Secur sta provvedendo a eliminare. «Appena le certificazioni amministrative lo permetteranno, i nostri uffici sono pronti a erogare le competenze residue del 2017 e a garantire il pregresso ancora dovuto per le prestazioni di portierato se ci sono le condizioni per farlo, dando anche un'accelerazione ai percorsi di liquidazione», ha rassicurato il direttore amministrativo dell'Aou Pescini.

Invece sulla data del passaggio di appalto alla Coopservice, non si hanno notizie certe. Tra l’altro sono al vaglio del Consiglio di Stato ricorsi presentati dalle ditte escluse, compresa la Secur, dall’appalto regionale per la vigilanza bandito dal Cat (la Centrale regionale di committenza) dopo la vittoria della cooperativa con sede a Reggio Emilia. Una torta da 83 milioni di euro. Forse le pendenze giudiziarie sono all’origine del silenzio che circonda il passaggio di consegne tra le due aziende.

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