La Nuova Sardegna

Sassari

Pd nella bufera, si dimette Sotgiu

di Vincenzo Garofalo
Pd nella bufera, si dimette Sotgiu

L’ex presidente dell’assemblea provinciale: «Si ragiona per fazioni e la maggioranza detta legge»

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SASSARI. La deriva autolesionista del Pd sassarese scrive un altro capitolo: ieri sera si è dimesso il presidente dell’Assemblea provinciale del partito, Carlo Sotgiu. Dimissioni arrivate alla segreteria Dem con una lettera disseminata di accuse, amarezza e delusione. Sotgiu, che è anche sindaco di Ploaghe e rappresentante dell’ala minoritaria del Pd (quella che fa capo a Soru e al consigliere regionale Luigi Lotto), giustifica la rinuncia alla presidenza dell’Assemblea provinciale con la mancata nomina, a sei mesi dall’insediamento, della segreteria provinciale. «Il partito si era compattato in vista delle elezioni e tutti, senza distinzioni di aree di appartenenza abbiamo dato il massimo per mettere in piedi una campagna elettorale unitaria», spiega Carlo Sotgiu. «Questa unità e dialogo si sono automaticamente fermate con la chiusura delle urne, il 4 marzo, e nel partito si è ripreso a ragionare per fazioni. La gestione unitaria tanto decanta si è rivelata fittizia, con la maggioranza che pretende di controllare tutto e decidere per tutti», continua l’ex presidente dell’assemblea provinciale. «Lo scorso mese di novembre ho accettato la proposta di diventare presidente dell’assemblea provinciale del Pd in un’ottica di gestione unitaria, di condivisione delle responsabilità, ma dopo la disfatta elettorale senza precedenti registrata il 4 marzo, credo che non si stia comprendendo la gravità della situazione, e quanto sia necessario che il partito faccia uno sforzo collegiale che porti a una rigenerazione in grado di aprire una nuova stagione» si legge nella lettera inviata alla segreteria. «Formalizzo le mie dimissioni da presidente dell’assemblea nella speranza che a breve ci sia un deciso cambio di rotta e che il Pd diventi quel partito inclusivo che molti di noi hanno sognato». La segreteria provinciale, che dovrà affiancare il segretario, Gianpiero Cordedda, non è ancora stata nominata proprio perché le varie anime dei dem non riescono a trovare il giusto equilibrio per spartirsi gli incarichi. In campo c’è anche una proposta dello stesso Cordedda, che disegna così la mappa dei sette membri: un posto a un componente scelto direttamente dal segretario, e fuori da qualsiasi fazione; tre posti per l’area popolare-riformista rappresentata dalla corrente Spissu-Lai; due posti ai renziani della prima ora, che rispondono al neo deputato, Gavino Manca; un posto alla minoranza. Soluzione giudicata irricevibile dalla minoranza, che ora con le dimissioni di Sotgiu ha deciso di scoperchiare il vaso di Pandora del Pd sassarese. Le dimissioni e le accuse di Sotgiu hanno sorpreso il segretario provinciale, Gianpiero Cordedda: «Anche io sono dell’avviso che gli organismi debbano essere nominati al più presto e ho sollecitato più volte i componenti a comunicare i nomi dei componenti», spiega. «Le accuse mi sembrano infondate: abbiamo già dimostrato la massima apertura verso la minoranza del partito concedendo loro la presidenza dell’assemblea provinciale, e perfino un posto nella segreteria, nonostante le proporzioni dei tesserati non imponessero questa divisione. Spero che Sotgiu ci ripensi e ritiri le dimissioni».

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