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Sassari

Protocollo “off-limits” minoranza in rivolta

di Salvatore Santoni
Protocollo “off-limits” minoranza in rivolta

Tensione in Comune a Sennori per il taglio all’accesso informatico agli atti  Il sindaco: «Basta fare una richiesta». L’opposizione: «Restrizione illegittima».

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SENNORI. Il protocollo della discordia fa scattare una guerra in Comune. L’amministrazione comunale di Sennori ha tagliato alla minoranza l’accesso diretto al protocollo informatico scatenando le proteste del consigliere Salvatore Porru, che ha chiamato i carabinieri lamentando una illegittima limitazione nella consultazione degli atti. Dal computer in dotazione sarebbe infatti sparito il software che era a disposizione fino allo scorso mese di febbraio. I militari di Sennori, guidati dal comandante Giuseppe Innocenti, hanno avviato le indagini per accertare se sussistono ipotesi di reato a carico del Comune.

Tutto è cominciato lo scorso mese di dicembre, quando il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento degli organi. Una serie di novità già da allora molto contestate dalla minoranza. Un punto in particolare non è stato digerito per niente: la nuova disciplina per ottenere i documenti comunali. Non si parla soltanto di delibere e determinazioni, tra l’altro disponibili a tutti all’albo pretorio online, come impone la legge.

La contesa è tutta sull’accesso al protocollo informatico e il sistema contabile dell’ente, il cuore di ogni pubblica amministrazione. E quindi il crocevia dove transitano le comunicazioni interne ed esterne, le lettere inviate al sindaco o agli assessori, i ricorsi, le offerte per gli appalti, tutto l’universo dei servizi sociali con il suo carico di dati sensibili di mezzo paese. In altri termini, nel protocollo informatico c’è tutta la vita del Comune. E quindi anche quello che servirebbe a ogni consigliere per poter svolgere pienamente il proprio ruolo. A Sennori l’accesso al protocollo ai consiglieri di minoranza è stato garantito fino a pochi mesi fa. Funzionava più o meno così: accendeva il computer che si trova nella loro stanza in municipio, cliccavano sui vari software e scaricavano liberamente quello che di cui avevano bisogno. Poi è entrato in vigore il nuovo regolamento degli organi, che prevede modalità di accesso diverse: niente accesso diretto al protocollo ma richieste di fare agli uffici competenti. La situazione ha fatto esplodere una querelle. Da una parte c’è la minoranza che contesta con forza la nuova impostazione del regolamento accusando la maggioranza di aver approvato una restrizione illegittima. «Siete partiti dicendo che il nuovo regolamento dava più trasparenza – ha detto in aula il consigliere Salvatore Porru durante la discussione di una mozione (bocciata) per abrogare la norma – ma siete andati verso l’oscurantismo». Dall’altra parte ci sono la maggioranza e il sindaco Nicola Sassu che rispediscono le accuse al mittente. «Tutti gli atti sono accessibili – ha replicato il primo cittadino – gli uffici hanno avuto la direttiva di soddisfare tutte le richieste dei consiglieri». Nel mezzo ci sono i carabinieri di Sennori, chiamati in causa per dirimere un dettaglio molto importante: la forma di accesso agli atti inserita nel nuovo regolamento è illegittima? Per conoscere la risposta non resta che attendere lo sviluppo delle indagini.



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