Cooperativa Airone
Un sostegno per tutti al Centro diurno psico pedagogico
PORTO TORRES. La città ha il suo primo Centro diurno psico pedagogico privato creato dalla cooperativa sociale di assistenza onlus Airone. Un progetto che la cooperativa con 23 anni di attività ha...
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PORTO TORRES. La città ha il suo primo Centro diurno psico pedagogico privato creato dalla cooperativa sociale di assistenza onlus Airone. Un progetto che la cooperativa con 23 anni di attività ha voluto dedicare a Giannapaola Mura, una ragazza andata via troppo presto nel 2006 all’età di soli 28 anni.
La gestione tecnica del Centro è della pedagogista Silvia Monti, poi ci sono 3 psicologi con tre diverse specializzazioni, pedagogisti clinici, una logopedista, una psicomotricista, un mediatore familiare e un consulente familiare.
All’interno della struttura non si faranno solo prestazioni professionali, comunque, ma si vuole supportare la famiglia a 360 gradi facendo incontri e seminari gratuiti formativi o anche solo conoscitivi per aiutare le famiglie nel loro percorso di vita. «Si tratta di un traguardo molto importante per la cooperativa – dice il presidente Antonello Sanna – e volevo realizzarlo da molto tempo fa: soprattutto quando alcune persone a me care cercavano supporto e aiuti a Porto Torres e dovevano invece andare in altre località sarde oppure nella penisola e anche all’estero». (g.m.)
La gestione tecnica del Centro è della pedagogista Silvia Monti, poi ci sono 3 psicologi con tre diverse specializzazioni, pedagogisti clinici, una logopedista, una psicomotricista, un mediatore familiare e un consulente familiare.
All’interno della struttura non si faranno solo prestazioni professionali, comunque, ma si vuole supportare la famiglia a 360 gradi facendo incontri e seminari gratuiti formativi o anche solo conoscitivi per aiutare le famiglie nel loro percorso di vita. «Si tratta di un traguardo molto importante per la cooperativa – dice il presidente Antonello Sanna – e volevo realizzarlo da molto tempo fa: soprattutto quando alcune persone a me care cercavano supporto e aiuti a Porto Torres e dovevano invece andare in altre località sarde oppure nella penisola e anche all’estero». (g.m.)
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