La Nuova Sardegna

Sassari

Svolta sull’attentato al carabiniere

di Barbara Mastino
Svolta sull’attentato al carabiniere

Buddusò, ventenne denunciato: avrebbe dato alle fiamme la Grande Punto di un militare per vendetta

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BUDDUSÒ. E’ scattata la denuncia per un giovane di Buddusò, S.Z., ventenne, accusato di aver dato alle fiamme l’auto di un militare in servizio nella stazione dei carabinieri di Buddusò. La denuncia è stata fatta nei giorni scorsi dai militari del Nucleo Operativo Radiomobile del comando di Ozieri e da quelli della stazione di Buddusò a seguito delle indagini su un fatto verificatosi più di un mese fa.

Più precisamente la notte del 30 aprile, quando intorno alle 4.30 del mattino la vettura del militare era stata trovata in fiamme nella centrale via Garibaldi non lontano dalla caserma. A spegnere le fiamme erano stati gli stessi colleghi, accorsi con gli estintori della caserma, ma l’automobile - una Fiat Grande Punto - era stata comunque pesantemente danneggiata perché, come poi era emerso dalle indagini, in essa erano stati posti diversi blocchetti di accelerante di tipo Diavolina. Un materiale facilmente reperibile, perché di uso quotidiano per stufe, caminetti e barbecue.

L’indagine è partita ad ampio raggio ma si è ristretta abbastanza velocemente, «supportata - come spiegano fonti dell’Arma - dall’approfondita conoscenza del contesto socio culturale del territorio» e tenendo conto anche di alcuni fatti avvenuti in paese nei giorni di poco precedenti al fatto. Più precisamente ci si è concentrati su quel 28 aprile che aveva visto svolgersi nel paese la manifestazione organizzata dalla Pro loco Sardigna in Buddusò, rievocazione storica di Sa Die de Sa Sardigna alla quale avevano partecipato un centinaio di cavalli e cavalieri in costume tradizionale, oltre 200 figuranti sempre in abiti tradizionali e un numeroso pubblico.

Una celebrazione che era un’assoluta novità in paese ma creata nel solco delle grandi manifestazioni tradizionali che hanno come fulcro splendide sfilate di cavalli bardati a festa. In quella occasione, come sempre accade in questi casi e ancor più dopo i recenti inasprimenti delle norme sulla sicurezza, in paese era in vigore un’ordinanza del sindaco che imponeva ai cavalieri di rispettare scrupolosamente i percorsi e, soprattutto, di occuparsi di allontanare i cavalli dalle vie pubbliche al termine della sfilata.

Un obbligo per i cavalieri di Buddusò ma anche per quelli provenienti da altri comuni, per i quali era prevista un’apposita area di stallo. L’obbligo era stato in quell’occasione fatto rispettare dalla polizia municipale e dalle forze dell’ordine, tra cui i carabinieri che avevano personalmente vietato ad alcuni cavalieri di violare l’ordine invitandoli ad allontanarsi dal centro abitato. Tra questi anche l’indagato, nei confronti del quale, dopo l’avvenuto incendio dell’auto del carabiniere, sono stati avviati dei controlli: una perquisizione locale e personale cui è seguito il sequestro di alcuni indumenti e dei telefoni, ritenuti utili dai militari per la prosecuzione delle investigazioni.

Il giovane è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Sassari.

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