La Nuova Sardegna

Sassari

«Turismo, partiamo dalle coste»

di Gian Mario Sias
«Turismo, partiamo dalle coste»

Federalberghi: bene differenziare ma valorizziamo il nostro prodotto di punta

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SASSARI. Primo. «Il prodotto di punta del turismo isolano è quello marino-balneare, che ogni anno porta l’85% delle presenze». Secondo. «Si punti sull’efficacia dei messaggi da rivolgere al mercato». Gli albergatori del Nord Ovest Sardegna mettono i punti sulle “i”. Va bene la destagionalizzazione, va bene il turismo interno, va bene la terra dei centenari i borghi e tutto il resto: è giusto non dare dell’isola una immagine stereotipata, limitata e in parte da superare. Ma in attesa di costruire prodotti turistici che oggi non ci sono o che sono allo stadio embrionale, bisogna tenersi stretto quel che si ha. Anche perché il mare c’è pure da altre parti, e dare per scontato che quello sardo continui a fare sempre gli stessi numeri senza dover fare sforzi promozionali è rischioso.

Stefano Visconti riassume il pensiero di Federalberghi Confcommercio per la provincia di Sassari, che presiede, senza polemica, ma con l’esigenza che si ristabiliscano delle gerarchie. «Negli incontri in cui presenta il proprio “Progetto Destinazione Sardegna”, l’assessorato regionale del Turismo fa riferimento a un campione significativo di commenti “social” dei turisti dopo una vacanza in Sardegna», premette. «Lì emerge che il turismo isolano è prevalentemente marino-balneare, come ha ribadito di recente anche l’assessora Barbara Argiolas», spiega il presidente. «Bisogna puntare sulle nostre coste, consolidarne la posizione di mercato è utile anche alla diversificazione del prodotto turistico – dice – le altre nicchie su cui puntare sono complementari al motivo che più spinge i turisti a privilegiare la nostra isola».

Nel Nord Ovest Sardegna i numeri parlano chiaro. «Nel 2017, solo a luglio e agosto si è registrata un’occupazione dei posti letto oltre il 90%», rivela Stefano Visconti, dati alla mano. «Ad Alghero, anche in giugno e settembre si è andati oltre il 75%, ma il resto della provincia in quei mesi non ha superato il 60%». Ma anche a maggio e ottobre c’è ancora tanto da fare. «Le occupazioni sono ovunque sotto il 50%, si deve insistere sul consolidamento del prodotto marino balneare, più noto e apprezzato, che in quei mesi può crescere ancora», insiste il presidente, che parla a nome degli associati, con cui ha condiviso l’analisi.

«C’è ancora spazio da saturare sia nei volumi che nel tempo, visto il clima di cui gode l’isola anche in quei mesi». Per innalzare la qualità dell’offerta e la professionalizzazione dei servizi e degli operatori, «puntiamo sul prodotto più qualificato e noto – aggiunge Visconti – è un investimento minore e utile per tutto il territorio regionale». Certo, «nel medio e lungo periodo bisogna puntare alla costruzione di prodotti che diversifichino l’offerta, che però oggi non sono in grado, da soli, di convincere i mercati». Poi l’appunto alla Regione. «In provincia gli hotel sono vetusti il varo di una buona Legge urbanistica, con incrementi di volumetria che consentano di stare al passo con gli standard dei servizi imposti dal mercato, non è rinviabile».

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