Fiume Santo, la torre verrà fatta esplodere tra una settimana
È stata fissata per il 6 giugno la data per la demolizione Misure di sicurezza varate dalla conferenza di servizi: micro cariche e strada chiusa
SASSARI. Ci vorranno pochi secondi, qualche chilo di esplosivo e subito dopo lo skyline di Fiumesanto cambierà per sempre. Dopo la demolizione della torre meteo in ferro alta cento metri, venuta giù lo scorso novembre, tra meno di una settimana a liberare lo sguardo verso il mare e il golfo dell’Asinara sarà la ciminiera di calcestruzzo alta 150 metri - visibile da diverse decine di chilometri - e le caldaie del vecchio impianto a olio combustibile.
La vecchia torre bianca e rossa, nata insieme alla centrale elettrica di Fiume Santo, sarà demolita quasi certamente il prossimo 6 giugno. La commissione di servizi convocata dall’Arpas si è data un nuovo appuntamento per lunedì 4 giugno per confermare quello che se le condizioni meteo non dovessero variare è già stato stabilito.
Nel corso del vertice il dipartimento meteoclimatico ha comunicato alle parti interessate le condizioni meteorologiche previste per mercoledì prossimo, la direzione e la velocità del vento prevista per le ore dell’abbattimento. Lunedì nel corso del nuovo incontro il dipartimento comunicherà se sono confermate le condizionimeteo e la velocità del vento. A quel punto se tutto andrà come previsto si potrà attivare definitivamente la macchina operativa.
La strada che porta alla centrale termoelettrica sarà interdetta al traffico già dalla sera prima, e lo stesso verrà fatto per lo specchio di mare di fronte. Il progetto di demolizione parla di condizioni di assoluta sicurezza. Considerato lo stato deteriorato della ciminiera e delle caldaie i vertici della Ep Produzione, la società proprietaria degli impianti sassaresi, ha ritenuto più sicuro procedere alla demolizione attraverso l'utilizzo di micro-cariche detonanti al posto della demolizione con mezzi meccanici, originariamente prevista. La ditta specializzata si occuperà solo della fase dell’esplosione, aumentando la possibilità d’impiego d’imprese e manodopera locali per le fasi successive.
Ad avvallare la scelta “esplosiva” del gruppo che ha rilevato il polo di produzione energetica dalla multinazionale E.On era arrivato anche il via libera dell’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente, che aveva giudicato il nuovo piano di “decommissioning” presentato dai cechi nel maggio dello scorso anno «coerente con le prescrizioni della valutazione di impatto ambientale», nonostante «alcune modifiche rispetto a quello presentato da E.On nel 2014».
La “scelta esplosiva” e la soluzione delle micro-cariche non aveva entusiasmato comunque gli ambientalisti. Il botto mercoledì prossimo avverrà a ridosso di un’area sic e a poche miglia dall’area marina protetta dell’Asinara. Quindi c’è massima attenzione per ogni possibile dispersione di materiale inquinante. La Ep Fiume Santo nella relazione tecnica presentata all’Arpas afferma la totale assenza di amianto nei giunti. L’amianto si trova solo nelle guarnizioni delle portine di accesso ai ballatoi interni della ciminiera, che verranno rimossi prima della detonazione. Però c’è sempre una quantità di fuliggine accumulata nella base della torre, e durante l’esplosione bisognerà fare in modo che i materiali non vengano dispersi.
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