Sanità, la rivolta per i tagli arriva a Palazzo Ducale
di Giovanni Bua
Il consigliere-primario Mario Pala presenta un durissimo ordine del giorno. «I criteri sui posti letto sono assurdi e devastanti, la Regione si deve fermare»
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SASSARI. È un fiume che monta la rivolta del nord Sardegna contro la riorganizzazione dei posti letto nelle strutture ospedaliere. La bozza di delibera della giunta regionale, caricata sui sistemi e poi velocemente ritirata, gira tra corsie e palazzi da giorni. E a nulla sono servite le rassicurazioni del presidente della Regione Pigliaru e dell’assessore Arru sul fatto che solo di bozza si trattasse.
E ora, dopo la lettera aperta dei segretari Dem del territorio, l’affondo dei sindaci e gli attacchi dell’opposizione, nell’aula di Palazzo Ducale arriva un durissimo ordine del giorno, presentato da Mario Pala, consigliere Pd ma soprattutto primario di cardiologia pediatrica all'Aou, e quindi ideale portavoce di tutti i camici bianchi, tra i più duri oppositori della riforma.
«La normativa nazionale – attacca Pala – prevede un massimo di 3,7 posti letto x 1000 abitanti, 3 per acuti e 0,7 per la lungodegenza. E la normativa regionale lo fissa ad un massimo di 3,6. Quando però si va a vadere come questo dato viene distribuito nei 2 Hub di riferimento regionale, e cioè Cagliari e Sassari, si scopre che Cagliari che ha una dotazione di 4,3 posti letto, Sassari 3,3. E anche il Nord-Est con 3,4 posti letto risulta avere una dotazione superiore rispetto a Sassari, in quanto risulta presente nel suo territorio il Mater con 202 posti».
«Il risultato finale – attacca Pala – è che, raggiunti questi obiettivi, si avrà una grave penalizzazione delle strutture ospedaliere del Nord-Ovest della Sardegna. Con il taglio previsto di 28 posti letto di Chirurgia generale, 20 di medicina generale e 26 di lungodegenza si ripercuoterà negativamente oltre che sull'assistenza, anche sulla preparazione degli studenti in medicina e dei medici in formazione, considerando che l'Aou ha compiti assistenziali, didattici e di ricerca . Non si capisce altresì lo spostamento di 28 posti letto di chirurgia generale da una struttura pubblica in una struttura privata come il Mater Olbia di cui non si capiscono ancora contenuti e finalità. Né il il taglio di 20 posti letto di medicina generale in un ospedale che ha le barelle nei corridoi. Non si capisce il taglio di 26 posti letto di lungodegenza in un territorio che già presenta gravi carenze in proposito. Non si capisce l'attribuzione di 9 posti a Sassari per la Gastroenterologia a fronte di 10 attribuiti al Mater e 40 a Cagliari. Non si capisce l'attribuzione di 14 posti letto di Neurochirurgia al Mater a fronte della presenza in Sardegna di tre strutture complesse di questa specialità, a Sassari, a Nuoro e a Cagliari. Non si capisce l'attribuzione di 14 posti letto di Ostetricia e ginecologia, 6 di Pediatria 16 posti letto di Ortopedia e Traumatologia al Mater, quando esistono già tali specialità nel pubblico, sia a Sassari che a Olbia».
E ora, dopo la lettera aperta dei segretari Dem del territorio, l’affondo dei sindaci e gli attacchi dell’opposizione, nell’aula di Palazzo Ducale arriva un durissimo ordine del giorno, presentato da Mario Pala, consigliere Pd ma soprattutto primario di cardiologia pediatrica all'Aou, e quindi ideale portavoce di tutti i camici bianchi, tra i più duri oppositori della riforma.
«La normativa nazionale – attacca Pala – prevede un massimo di 3,7 posti letto x 1000 abitanti, 3 per acuti e 0,7 per la lungodegenza. E la normativa regionale lo fissa ad un massimo di 3,6. Quando però si va a vadere come questo dato viene distribuito nei 2 Hub di riferimento regionale, e cioè Cagliari e Sassari, si scopre che Cagliari che ha una dotazione di 4,3 posti letto, Sassari 3,3. E anche il Nord-Est con 3,4 posti letto risulta avere una dotazione superiore rispetto a Sassari, in quanto risulta presente nel suo territorio il Mater con 202 posti».
«Il risultato finale – attacca Pala – è che, raggiunti questi obiettivi, si avrà una grave penalizzazione delle strutture ospedaliere del Nord-Ovest della Sardegna. Con il taglio previsto di 28 posti letto di Chirurgia generale, 20 di medicina generale e 26 di lungodegenza si ripercuoterà negativamente oltre che sull'assistenza, anche sulla preparazione degli studenti in medicina e dei medici in formazione, considerando che l'Aou ha compiti assistenziali, didattici e di ricerca . Non si capisce altresì lo spostamento di 28 posti letto di chirurgia generale da una struttura pubblica in una struttura privata come il Mater Olbia di cui non si capiscono ancora contenuti e finalità. Né il il taglio di 20 posti letto di medicina generale in un ospedale che ha le barelle nei corridoi. Non si capisce il taglio di 26 posti letto di lungodegenza in un territorio che già presenta gravi carenze in proposito. Non si capisce l'attribuzione di 9 posti a Sassari per la Gastroenterologia a fronte di 10 attribuiti al Mater e 40 a Cagliari. Non si capisce l'attribuzione di 14 posti letto di Neurochirurgia al Mater a fronte della presenza in Sardegna di tre strutture complesse di questa specialità, a Sassari, a Nuoro e a Cagliari. Non si capisce l'attribuzione di 14 posti letto di Ostetricia e ginecologia, 6 di Pediatria 16 posti letto di Ortopedia e Traumatologia al Mater, quando esistono già tali specialità nel pubblico, sia a Sassari che a Olbia».
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