La Nuova Sardegna

Sassari

Il Comune di Sorso accetta la conciliazione sul camping Li Nibari

di Salvatore Santoni

SORSO. Pace armata per il campeggio Li Nibari. Nei giorni scorsi la giunta comunale di Sorso ha deliberato l’adesione alla negoziazione assistita richiesta dalla Sardegna Holodays Srl, che gestisce...

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SORSO. Pace armata per il campeggio Li Nibari. Nei giorni scorsi la giunta comunale di Sorso ha deliberato l’adesione alla negoziazione assistita richiesta dalla Sardegna Holodays Srl, che gestisce il compendio turistico pubblico. Tra i nodi da sciogliere ci sono il taglio del canone di locazione, i pagamenti arretrati, le volumetrie sparite dal Puc, il piano di riqualificazione della struttura, la proprietà delle case mobili e la cessione a terzi non autorizzata del Lido di Sorso.

La delibera è arrivata dopo un’interlocuzione a distanza tra la ditta e l’amministrazione comunale. La prima nota risale al 12 luglio, quando la Sardegna Holidays apre le danze chiedendo all’amministrazione comunale di avviare una negoziazione assistita con l’intenzione di dare una sforbiciata al canone annuale di 140mila euro. Una richiesta motivata con una serie di criticità contrattuali che da mesi aleggiano tra i corridoi e le aule di piazza Garibaldi.

Il Comune non ha perso tempo e ha risposto per le rime con una lettera a doppia firma del segretario generale Giancarlo Carta e del dirigente del secondo settore Maurizio Loriga. Una nota al vetriolo con la quale l’amministrazione ha intimato alla ditta di consegnare entro il 10 agosto le pezze giustificative relative agli investimenti previsti nel bando di gara; provvedere all’immediato pagamento della prima rata del canone 2018, poco più di 70mila euro, e delle somme residue delle rate 2014 e 2016, oltre gli interessi di mora.

La controreplica della società non si è fatta attendere. In una lunga missiva l’avvocato della Sardegna Holidays, Rafaele Cocco, ha ribadito le richieste della ditta e le storture del contratto d’appalto. Una tra tutte, la questione delle volumetrie sparite nell’aggiornamento del Puc. La ditta spiega inoltre di aver versato un acconto di 15mila euro (sulla prima rata 2018 di 70mila) e manifesta disappunto per la diffida del Comune che considera: «contraria a correttezza e buona fede e viene inviata, evidentemente, al solo e strumentale fine di paralizzare le legittime richieste di modificazione del gravoso canone di locazione».

Un punto dolente della guerra tra Comune e privato è la questione degli investimenti sulla struttura pubblica: un progetto faraonico di riqualificazione da realizzare entro 36 mesi dall’affidamento ma di cui però si è persa traccia. Da una parte c’è la società che dice di aver investito circa 485mila euro; dall’altra il Comune che da mesi rinvia il collaudo delle opere attribuendo il ritardo alla ditta che, secondo l’amministrazione, non fornirebbe le carte.

C’è poi la questione delle case (molto) mobili: nel bando erano censite come comunali ma sono finite in un contratto tra l’attuale gestore e il vecchio gestore (che ne rivendica la proprietà). La cosa è finita in tribunale con il sequestro di molte attrezzature. E la Sardegna Holidays per poterle utilizzare ha dovuto concordare un’indennità di 35mila euro da versare alla Tecnicoop (il vecchio gestore).

Ma non è tutto. C’è da chiarire anche la gestione del vicino Lido di Sorso. Sulla carta lo stabilimento andrebbe gestito insieme al campeggio. In realtà la Sardegna Holidays lo ha ceduto come ramo d’azienda alla ditta D.S. Srls dell’imprenditore Antonello Zappino che corrisponde un canone (22mila euro l’anno) direttamente al Comune. Questo nonostante fin dal 23 agosto 2017 il Comune abbia dato formale opposizione alla cessione.

Tutte questioni che ora verranno messe sul tavolo di conciliazione a cui il Comune ha deciso di sedersi insieme alla ditta.

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