Truffa, indagato commercialista
di Gian Mario Sias
La guardia di finanza sequestra il patrimonio della istituzione algherese amministrata da Gosmino
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SASSARI. Il gip Antonello Contini ha disposto il sequestro dell’intero patrimonio economico-finanziario e immobiliare della “Fondazione Ernestina Zoagli”, istituita ad Alghero nove anni fa per gestire i beni e il vastissimo patrimonio librario, artistico e antiquario di Ernestina Tacchino vedova Zoagli, il cui valore si aggira intorno ai tre milioni di euro. Il provvedimento giudiziario, eseguito dalla guardia di finanza di Alghero che lavora al caso dal 2015, ha fatto emergere una inchiesta che coinvolge il commercialista sassarese Rodolfo Egidio Gosmino, 74 anni. Il professionista è indagato per truffa.
La vicenda ruota intorno a Ernestina Zoagli. Scrittrice, 95 anni, donna di forte personalità e di straordinaria cultura, aveva pensato di promuovere attraverso una Fondazione che portasse il suo nome la passione per la letteratura organizzando eventi e premi. La donna aveva trasferito all’entità giuridica, costituita nel 2009, gran parte degli appartamenti e dei terreni che possedeva, riservandosi l’usufrutto di alcuni e mantenendo per sé solo qualche casa e parte dei quadri, dei libri antichi, dei mobili e di altre rarità di una famiglia che annovera, tra gli altri avi, nientemeno che Goffredo Mameli, figlio di Adelaide Zoagli.
A condurre in porto l’operazione l’aveva aiutata Rodolfo Egidio Gosmino. Genovese di nascita, sassarese di adozione, 74 anni, commercialista, Gosmino è conosciutissimo a Sassari per la sua passata attività di dirigente scolastico. Il commercialista dal 2003 ha una procura notarile ad amministrare il patrimonio della “marchesa”, come molti ad Alghero chiamano donna Ernestina. Lei all’epoca aveva bisogno che qualcuno l’aiutasse a gestire i beni. Spuntò il nome di Gosmino, allora direttore generale del Comune. Nacque un sodalizio interrotto bruscamente nel 2015, pare per i cattivi rapporti tra Gosmino e alcune persone che, sperando forse di mettere le mani su tutto quel bendidio, spezzarono il legame di fiducia che c’era tra il preside e la scrittrice. I motivi della rottura li chiarirà la vicenda giudiziaria di cui sono appena state scritte le prime righe: il sostituto procuratore Maria Paola Asara, oltre a chiedere e ottenere il sequestro dei beni della Fondazione, ha iscritto Gosmino nel registro degli indagati. L’ipotesi è che abbia truffato l’anziana di cui per tredici anni ha amministrato gli averi.
L’avvocato di Ernestina Tacchino, Stefano Carboni, chiamato per tutelarla contro Gosmino, rilevò una situazione più complessa, in cui sembrava che a voler approfittare della ricchezza in mano all’anziana fossero in tanti. Carboni presentò una istanza urgente al tribunale per chiedere l’amministrazione di sostegno per la donna. Il giudice Giuseppina Sanna nominò l’avvocato Nicola Lorusso, confermando Carboni come difensore in sede civile e penale.
In pratica Ernestina Tacchino Zoagli non è più la proprietaria di una fortuna che è appartenuta prima alla sua famiglia e poi a lei. Di come questo sia stato possibile, se sia stata una sua volontà o se sia stata indotta da altri, è da vedere. Nel frattempo la Fondazione è presieduta dal figlio di Rodolfo Egidio Gosmino: Alessandro, avvocato di 47 anni, nei confronti del quale non c’è alcun provvedimento. «Credo di no e spero che possa dimostrarlo, ma se mio padre ha sbagliato pagherà – afferma –, ma la Fondazione e il suo presidente sono estranei a questa vicenda e operano nel rispetto della legge e della propria missione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La vicenda ruota intorno a Ernestina Zoagli. Scrittrice, 95 anni, donna di forte personalità e di straordinaria cultura, aveva pensato di promuovere attraverso una Fondazione che portasse il suo nome la passione per la letteratura organizzando eventi e premi. La donna aveva trasferito all’entità giuridica, costituita nel 2009, gran parte degli appartamenti e dei terreni che possedeva, riservandosi l’usufrutto di alcuni e mantenendo per sé solo qualche casa e parte dei quadri, dei libri antichi, dei mobili e di altre rarità di una famiglia che annovera, tra gli altri avi, nientemeno che Goffredo Mameli, figlio di Adelaide Zoagli.
A condurre in porto l’operazione l’aveva aiutata Rodolfo Egidio Gosmino. Genovese di nascita, sassarese di adozione, 74 anni, commercialista, Gosmino è conosciutissimo a Sassari per la sua passata attività di dirigente scolastico. Il commercialista dal 2003 ha una procura notarile ad amministrare il patrimonio della “marchesa”, come molti ad Alghero chiamano donna Ernestina. Lei all’epoca aveva bisogno che qualcuno l’aiutasse a gestire i beni. Spuntò il nome di Gosmino, allora direttore generale del Comune. Nacque un sodalizio interrotto bruscamente nel 2015, pare per i cattivi rapporti tra Gosmino e alcune persone che, sperando forse di mettere le mani su tutto quel bendidio, spezzarono il legame di fiducia che c’era tra il preside e la scrittrice. I motivi della rottura li chiarirà la vicenda giudiziaria di cui sono appena state scritte le prime righe: il sostituto procuratore Maria Paola Asara, oltre a chiedere e ottenere il sequestro dei beni della Fondazione, ha iscritto Gosmino nel registro degli indagati. L’ipotesi è che abbia truffato l’anziana di cui per tredici anni ha amministrato gli averi.
L’avvocato di Ernestina Tacchino, Stefano Carboni, chiamato per tutelarla contro Gosmino, rilevò una situazione più complessa, in cui sembrava che a voler approfittare della ricchezza in mano all’anziana fossero in tanti. Carboni presentò una istanza urgente al tribunale per chiedere l’amministrazione di sostegno per la donna. Il giudice Giuseppina Sanna nominò l’avvocato Nicola Lorusso, confermando Carboni come difensore in sede civile e penale.
In pratica Ernestina Tacchino Zoagli non è più la proprietaria di una fortuna che è appartenuta prima alla sua famiglia e poi a lei. Di come questo sia stato possibile, se sia stata una sua volontà o se sia stata indotta da altri, è da vedere. Nel frattempo la Fondazione è presieduta dal figlio di Rodolfo Egidio Gosmino: Alessandro, avvocato di 47 anni, nei confronti del quale non c’è alcun provvedimento. «Credo di no e spero che possa dimostrarlo, ma se mio padre ha sbagliato pagherà – afferma –, ma la Fondazione e il suo presidente sono estranei a questa vicenda e operano nel rispetto della legge e della propria missione».
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