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Il barista: «Al posto delle mangiasoldi ho messo dischi in vinile»

Il barista: «Al posto delle mangiasoldi ho messo dischi in vinile»

SASSARI. Quando due anni fa ha rilevato lo storico bar Università di fronte alla sede centrale dell’Ateneo non ha avuto dubbi: nel suo locale le slot non ci dovevano stare. Per lui, Nanni Masala, 34...

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SASSARI. Quando due anni fa ha rilevato lo storico bar Università di fronte alla sede centrale dell’Ateneo non ha avuto dubbi: nel suo locale le slot non ci dovevano stare. Per lui, Nanni Masala, 34 anni, passato da scout e prima esperienza alla guida di un locale: «Quegli spettri che pigiano tasti e fanno finta di ascoltare quello che gli dici, mentre dilapidano tutto quello che hanno, i clienti li fanno scappare via. Nel bar che ho in testa io la gente ride e chiacchiera, ascolta musica e beve in compagnia. Le persone che giocano alle macchinette non ridono mai. E guardarle fa venire la tristezza».

Liberarsi dalle due “mangiasoldi” non è stato semplice: «Il concessionario ha fatto chiaramente problemi – racconta il giovane –, E, se c’è un contratto in essere, uscirne rischia di diventate complicato. Ma alla fine mi sono liberato. E ho fatto festa insieme al movimento “Sassari No Slot” che ha organizzato di fronte al mio bar un bello slot-mob. Mi hanno anche regalato una targa, che conservo caramente».

Al posto delle due macchinette: «Ho messo una saletta relax dove gustarsi un tè o una birra artigianale. Con una bella libreria piena di dischi in vinile e qualche vecchia radio. A me piace la musica, e i vecchi vinili. E anche alla gente che viene nel mio bar».

Sui guadagni persi poi: «È più una cosa psicologica del barista. Tra spese per la luce, tasse, incombenze varie alla fine il guadagno non vale la candela. E comunque io da ragazzo ero uno scout. A me rubare i soldi alla gente che conosco non piace. Quando vedevo persone che conoscevo giocarsi 500 o 600 euro in due ore mi si stringeva il cuore».

Un esempio da seguire insomma: «A dire il vero quando vedo una slot in un bar mi stupisco – chiude Nanni Masala – Non riesco a capire come si faccia a volere quella roba dentro il proprio locale. A voler vedere quella gente che ci butta dentro la gioia, la vita». (g.bua)

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