Porta a porta, rivoluzione annunciata

L’assessore Pinna replica ai residenti di via Cilea: sacrificio che verrà ripagato

SASSARI. Le proteste dei residenti di via Cilea per il porta a porta? L’ultima estensione del servizio, a favore di 965 nuove utenze, è entrata in vigore dal 1 ottobre, nei quartieri di Sant'Orsola e di Latte Dolce. «Si è trattato – spiega l'assessore alle Politiche agro-ambientali Fabio Pinna – di un'estensione complessa, che ha previsto contatti con gli amministratori di condominio fin dal mese di marzo. È poi seguito un fitto programma di incontri».

Dal 25 al 29 giugno è stato inviato il materiale informativo tramite email e poi consegnato a mano, e sono state fatte anche comunicazioni telefoniche. Nelle settimane dal 2 al 6 luglio, dal 9 al 13 luglio, dal 3 al 7 settembre e il giorno 11 settembre sono stati effettuati sopralluoghi in ogni condominio con uno staff composto dai tecnici dell’Assessorato, dai tecnici di Ambiente Italia e da professioniste nella comunicazione incaricate da Ambiente Italia.

In particolare, nel comparto di via Cilea, nella settimana tra il 25 e 29 giugno, sono stati contattati i capiscala delle 18 palazzine del complesso residenziale racchiuso da una recinzione di comparto.

«Il sopralluogo è stato fatto l'11 settembre individuando un'area idonea nei pressi del cancello d’ingresso dell’area privata che collega le singole palazzine – continua l'assessore Pinna -. In quell’occasione Ambiente Italia si è dichiarata disponibile ad entrare dentro la proprietà privata (ricordo che contrattualmente non hanno l'obbligo a farlo) per evitare ai vari condomìni l’onere di esporre il carrellato su strada come da norma. Purtroppo le palazzine del complesso di via Cilea fino ad oggi hanno rifiutato le soluzioni proposte e rifiutano di ritirare i cassonetti interni. Questo nonostante sia stato spiegato che, pur avendo ogni palazzina un singolo numero civico, costituiscono di fatto un complesso residenziale che, tra l’altro, già gestisce aree e servizi comuni. Inoltre, il cancello dal quale si accede all’intero del complesso può restare chiuso per motivi di sicurezza e aperto dagli operatori di Ambiente Italia. Tengo a precisare che non è presente un problema di percolato perché il percolato si produce in condizioni diverse da quelle di una normale gestione di rifiuti urbani. Non esiste alcun obbligo di lavaggio dei cassonetti perché, se il conferimento dei rifiuti avviene in maniera corretta, i cassonetti non necessitano di un lavaggio particolare, ma di un lavaggio ordinario e secondo le esigenze di ogni utenza».

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