Bonifiche, la Regione convoca Syndial
Iniziativa dell’assessora Donatella Spano per il 6 novembre. Prime reazioni
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO TORRES. A seguito delle comunicazioni inoltrate da Syndial relative alla rescissione del contratto d’appalto con il Rti Astaldi-Petroltecnica-Furia, l’assessora regionale della Difesa dell’ambiente Donatella Spano ha convocato per martedì 6 novembre i vertici della Syndial. «Chiederemo alla società garanzie in merito agli impegni, al cronoprogramma e agli sbocchi occupazionali già previsti per le imprese sarde all’interno del “Progetto Nuraghe”, già avviato con la lunga caratterizzazione dell’ex area industriale di Porto Torres», ha detto l’assessora.
Intanto arrivano le prime reazioni politiche.
La prosecuzione e l’accelerazione delle bonifiche nell'ex petrolchimico di Porto Torres – secondo il deputato Pd Gavino Manca - sono una priorità per l'ambiente e l'occupazione. «Questo atto legittimo di Syndial non deve però causare rallentamenti ad un progetto che finalmente stava decollando: è corretto che abbia deciso di coordinare direttamente i lavori, ma è essenziale che vengano garantiti i livelli occupazionali delle ditte che facevano parte della Rti, compreso chi lavorava per Astaldi e delle aziende sarde e non impegnate nei subappalti». Per il parlamentare dem nessuno deve dimenticare la storia di questo sito e le aspettative di tutti i sardi verso la bonifica dell'area e specialmente verso la sua riconversione. «Il nostro compito – aggiunge Manca - ora è quello di vigilare almeno su tre aspetti: che le bonifiche vengano condotte in modo scrupoloso, che nessun posto di lavoro si perda per strada e che le aziende sarde siano protagoniste di questo progetto. Lo chiediamo con forza a Syndial e alla capogruppo Eni». Il deputato sassarese sta presentando anche una risoluzione alla commissione Attività produttive, per impegnare il governo a riattivare immediatamente il tavolo ministeriale. «Governo, Regione, enti locali, azienda e sindacati insieme devono monitorare la situazione e portare a compimento i contenuti che si stavano riscrivendo relativamente al protocollo d’intesa del 2011, per molti aspetti disatteso. Si arrivi nel più breve tempo possibile alla firma di un nuovo specifico Accordo di programma che abbia valore giuridico. Ognuno faccia la sua parte, sperando che dal governo ci sia la massima attenzione verso questa vicenda».
Anche il sindaco Sean Wheeler è preoccupato per quanto avvenuto. «Eni e Syndial hanno garantito la piena continuità dei lavori e delle forze occupazionali, oltre alla conferma con le imprese dell’indotto in modo da evitare anche ricadute occupazionali e salvaguardare gli attuali posti di lavoro: vigileremo perché la nostra preoccupazione è indirizzata alle bonifiche, alle forze occupazionali e al rispetto del crono-programma. Vigileremo e confidiamo nella responsabilità di Syndial e nella volontà di fare proseguire i lavori già in ritardo a causa della burocrazia». (g.m.)
Intanto arrivano le prime reazioni politiche.
La prosecuzione e l’accelerazione delle bonifiche nell'ex petrolchimico di Porto Torres – secondo il deputato Pd Gavino Manca - sono una priorità per l'ambiente e l'occupazione. «Questo atto legittimo di Syndial non deve però causare rallentamenti ad un progetto che finalmente stava decollando: è corretto che abbia deciso di coordinare direttamente i lavori, ma è essenziale che vengano garantiti i livelli occupazionali delle ditte che facevano parte della Rti, compreso chi lavorava per Astaldi e delle aziende sarde e non impegnate nei subappalti». Per il parlamentare dem nessuno deve dimenticare la storia di questo sito e le aspettative di tutti i sardi verso la bonifica dell'area e specialmente verso la sua riconversione. «Il nostro compito – aggiunge Manca - ora è quello di vigilare almeno su tre aspetti: che le bonifiche vengano condotte in modo scrupoloso, che nessun posto di lavoro si perda per strada e che le aziende sarde siano protagoniste di questo progetto. Lo chiediamo con forza a Syndial e alla capogruppo Eni». Il deputato sassarese sta presentando anche una risoluzione alla commissione Attività produttive, per impegnare il governo a riattivare immediatamente il tavolo ministeriale. «Governo, Regione, enti locali, azienda e sindacati insieme devono monitorare la situazione e portare a compimento i contenuti che si stavano riscrivendo relativamente al protocollo d’intesa del 2011, per molti aspetti disatteso. Si arrivi nel più breve tempo possibile alla firma di un nuovo specifico Accordo di programma che abbia valore giuridico. Ognuno faccia la sua parte, sperando che dal governo ci sia la massima attenzione verso questa vicenda».
Anche il sindaco Sean Wheeler è preoccupato per quanto avvenuto. «Eni e Syndial hanno garantito la piena continuità dei lavori e delle forze occupazionali, oltre alla conferma con le imprese dell’indotto in modo da evitare anche ricadute occupazionali e salvaguardare gli attuali posti di lavoro: vigileremo perché la nostra preoccupazione è indirizzata alle bonifiche, alle forze occupazionali e al rispetto del crono-programma. Vigileremo e confidiamo nella responsabilità di Syndial e nella volontà di fare proseguire i lavori già in ritardo a causa della burocrazia». (g.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
