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Sassari

“La Cuccia”, l’ultima casa degli amici a quattro zampe

di Giovanni Bua
“La Cuccia”, l’ultima casa degli amici a quattro zampe

Sono trecento gli animali ospitati nel cimitero aperto nel 2009 a San Francesco I proprietari: «Fontane, lapidi, fiori e giocattoli per “colorare” il nostro sogno»

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SASSARI. C’è Bijou, che si può riscaldare al sole come ha sempre amato. E, a qualche metro di distanza, il suo amico Dodo, con cui tante volte ha giocato a palla in cortile. Ci sono Ronnie, Rocky e Milo, la gattina Nuvola e il coniglietto Conny, che da nove anni riposa tra gli olivi della vallata del Logulentu. Ci sono Manuela Sanna e Andrea Lai, marito e moglie, che a dieci anni di distanza dall’apertura del primo cimitero per animali nell’Isola, si guardano indietro. E scoprono che la loro “folle” scommessa è vinta.

Sono quasi trecento gli animali da affezione che hanno trovato casa alla “Cuccia”, via Pala di San Francesco, Monte Rosello alto. E le richieste sono in continuo aumento, tanto che la campagna terrazzata dove la coppia vive con i tre figli non basta più. «Ma di trasferirsi non se ne parla – racconta Andrea –. Potremmo prendere un terreno pianeggiante, magari a Predda Niedda. Ma poi ai nostri ospiti e ai loro padroni cosa gli faccio vedere, i capannoni? Qui in primavera tutto fiorisce, c’è un aria serena, in lontananza si scorge il mare. È quello che volevamo, il motivo per cui abbiamo aperto, per cui continuiamo».

E dalle parole di questo 51enne gentile già si capisce perché la Cuccia è qualcosa di più di “una buona idea”. «Io ho un altro lavoro, faccio la sentinella alla Mondialpol – racconta – e non lo mollo. Perché non voglio che questo nostro sogno si trasformi in un’impresa, un affare. Si regge in piedi da solo, e tanto basta. Tutti i guadagni li investiamo qui. Ora compreremo una piccola macchinetta Diesel per far muovere più agevolmente chi viene a far visita ai propri animali. Piccole grandi conquiste di cui andiamo fieri».

Un sogno coccolato a lungo. Almeno da quando nel 1995 morì il loro alano Cesare. «La voglia di non trattarlo come un rifiuto – raccontano Andrea e Manuela – e l’impossibilità di farlo ci ha fatto scattare qualcosa. Nel 2001 abbiamo deciso di rimediare noi a questa mancanza. Pensavamo: che ci vorrà mai? Ci abbiamo impiegato 8 anni, una burocrazia da non credere. Un’impresa che nessuno sapeva dove incasellare. Altri ci hanno provato ma si sono scoraggiati, noi no. Anche grazie al grande aiuto dall’Asl».

Nel 2009 l’inaugurazione. Con i primi ospiti. Cani, gatti, conigli, qualche furetto. E negli anni un passaparola costante, discreto e inarrestabile. Fino ad arrivare ai 300 ospiti attuali. E a una serie di servizi che si sono aggiunti al ritiro e alla sepoltura che, anche grazie al passaggio da Srl ad associazione, sono a costi contenuti: poco più di 100 euro per la tumulazione e 90 euro annui per una concessione minima di 5 anni prevista per legge.

Raramente però chi si rivolge alla cuccia non “aggiunge” qualcosa. «Ognuno arrivava con un’idea diversa, un simbolo con dietro una storia – spiega Andrea – e noi ci organizzavamo per accontentarlo». E quindi cippi, lapidi con foto in ceramica, steccati, letti di pietre colorate: «Ma anche una fontana che si attiva con piccoli pannelli fotovoltaici, o una casetta in legno. Noi non mettiamo limiti, compatibilmente con il buonsenso. C’è chi lascia un gioco, una piantina. Un nostro cliente ha prenotato sei posti vicini per tutti i suoi cani. C’è chi ha perso il suo animale mentre erano in vacanza in Sardegna, e vengono a trovarlo da Biella, Treviso, Udine, Firenze. Tante altre volte abbiamo accompagnato noi i loro amici ai quattro angoli d’Italia».

La chiave è quella di dare un servizio richiesto, sempre di più, a chi vive totalmente il rapporto col proprio compagno a quattro zampe. «E vuole avere – chiude Andrea – un posto dove venirlo a trovare. Lo vuole sapere al sicuro. So che a molti può sembrare assurdo, ma invece per noi è naturale». E proprio questa naturale partecipazione a un dolore che sembra quasi sbagliato provare è la marcia in più di questa coppia di sognatori. E della loro cuccia, dove animali e umani scaldano al sole i loro cuori.

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