Arru e il caso Policlinico: «Lavoro per la soluzione»
di Paoletta Farina
L’assessore regionale alla Sanità: «Nessuna volontà di penalizzare il Sassarese» Strutture private, la metà è in convenzione provvisoria. Arranca anche il pubblico
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SASSARI. Le nove strutture sanitarie private della Sardegna per la metà sono in accreditamento provvisorio o temporaneo, il restante ha il rinnovo della convenzione in corso e solo due hanno l’accredito definitivo. Ma anche gli ospedali pubblici non se la passano bene. La Regione sta spendendo 150 milioni di euro per metterle in regola con le norme di sicurezza che negli ultimi anni si sono fatte sempre più severe e stringenti.
Insomma, mal comune mezzo gaudio, anche se c’è poco da essere contenti. La sanità sarda inciampa in sale operatorie da ristrutturare, cavi elettrici da sostituire, misure antincendio da rivedere. Però c’è la fortuna che ci si mette di mezzo e anche le professionalità che ci lavorano a evitare che succedano tragedie quotidiane. Ma la fortuna non si può sempre sfidare. Ma che sia per primo il pubblico a dare il cattivo esempio non è una bella cosa. Ragionamenti che vengono fuori dopo che il Policlinico Sassarese rischia di essere chiuso per motivi legati alla sicurezza. E con la città in rivolta e che lunedì si appresta al sit in davanti alla struttura ospedaliera.
L’assessore regionale Luigi Arru dice: «Però noi quando una sala operatoria non risponde alle richieste garanzie di sicurezza la chiudiamo. Come è successo a Isili, ad esempio. Abbiamo anche soppresso due punti nascita di due case di cura private cagliaritane, perché non raggiungevano i cinquecento parti annuali».
Ma ecco come è nel dettaglio la situazione nelle cliniche private sarde per quanto riguarda i privati, secondo dati regionali che risalgono allo scorso agosto: Casa di cura Villa Elena a Cagliari: accreditamento temporaneo di 24 mesi dal marzo 2018; Casa di cura Sant’Antonio spa (Cagliari): accreditamento provvisorio, definitivo in corso; Casa di cura San Salvatore di Cagliari e Policlinico Città di Quartu della Kinetika Sardegna Srl: costituto un unico soggetto e accreditato nel gennaio 2017; Nuova Casa di cura srl di Decimomannu: (rinnovo in corso); Casa di cura Sant’Anna di Cagliari (accreditamento temporaneo a dicembre 2017); Clinica Tommasini di Jerzu (accreditato); Casa di cura Madonna del Rimedio Oristano: accreditamento definitivo in corso per le degenze e per le cure specialistiche. E poi il Policlinico Sassarese, in regime provvisorio e che aspetta il vertice di martedì prossimo in prefettura in attesa di un escamotage che salvi la sua esistenza e duecento posti di lavoro, messi in dubbio proprio nel momento in cui è in corso la trattativa con il gruppo lombardo Rusconi per il passaggio di mano.
«Non c’è alcuna volontà di non venire incontro alla clinica sassarese e nemmeno di penalizzare nella sanità questo territorio – assicura l’assessore Arru –. Si sta valutando una soluzione dal punto di vista amministrativo e verificheremo quali siano, nero su bianco, i progetti dei possibili acquirenti per la ristrutturazione dello stabile».
Afferma Piero Bua che la situazione sicurezza al Policlinico è sempre stata sotto controllo. «Nell’ambito di un procedimento giudiziario che abbiamo in corso una relazione di consulenza tecnica d’ufficio, redatta in questi giorno da un primario Studio di Ingegneria di Cagliari, nell’ambito di un altro procedimento in cui, lo stesso Studio dichiara testualmente che “il Policlinico ha provveduto, attraverso il proprio Servizio di Prevenzione e Protezione ad attuare le integrazioni riportate nel piano di emergenza ed evacuazione, richieste dal Comando dei vigili del fuoco”. Lo stesso consulente tecnico del procedimento giudiziario conclude che se ottemperiamo immediatamente alla nomina del responsabile della Sicurezza Antincendio, abbiamo “ancora tempo fino al 24 aprile 2025 per completare l’adeguamento della struttura ospedaliera prima di vedersi negata la possibilità di operare la propria attività nel rispetto normativo”».
Insomma, mal comune mezzo gaudio, anche se c’è poco da essere contenti. La sanità sarda inciampa in sale operatorie da ristrutturare, cavi elettrici da sostituire, misure antincendio da rivedere. Però c’è la fortuna che ci si mette di mezzo e anche le professionalità che ci lavorano a evitare che succedano tragedie quotidiane. Ma la fortuna non si può sempre sfidare. Ma che sia per primo il pubblico a dare il cattivo esempio non è una bella cosa. Ragionamenti che vengono fuori dopo che il Policlinico Sassarese rischia di essere chiuso per motivi legati alla sicurezza. E con la città in rivolta e che lunedì si appresta al sit in davanti alla struttura ospedaliera.
L’assessore regionale Luigi Arru dice: «Però noi quando una sala operatoria non risponde alle richieste garanzie di sicurezza la chiudiamo. Come è successo a Isili, ad esempio. Abbiamo anche soppresso due punti nascita di due case di cura private cagliaritane, perché non raggiungevano i cinquecento parti annuali».
Ma ecco come è nel dettaglio la situazione nelle cliniche private sarde per quanto riguarda i privati, secondo dati regionali che risalgono allo scorso agosto: Casa di cura Villa Elena a Cagliari: accreditamento temporaneo di 24 mesi dal marzo 2018; Casa di cura Sant’Antonio spa (Cagliari): accreditamento provvisorio, definitivo in corso; Casa di cura San Salvatore di Cagliari e Policlinico Città di Quartu della Kinetika Sardegna Srl: costituto un unico soggetto e accreditato nel gennaio 2017; Nuova Casa di cura srl di Decimomannu: (rinnovo in corso); Casa di cura Sant’Anna di Cagliari (accreditamento temporaneo a dicembre 2017); Clinica Tommasini di Jerzu (accreditato); Casa di cura Madonna del Rimedio Oristano: accreditamento definitivo in corso per le degenze e per le cure specialistiche. E poi il Policlinico Sassarese, in regime provvisorio e che aspetta il vertice di martedì prossimo in prefettura in attesa di un escamotage che salvi la sua esistenza e duecento posti di lavoro, messi in dubbio proprio nel momento in cui è in corso la trattativa con il gruppo lombardo Rusconi per il passaggio di mano.
«Non c’è alcuna volontà di non venire incontro alla clinica sassarese e nemmeno di penalizzare nella sanità questo territorio – assicura l’assessore Arru –. Si sta valutando una soluzione dal punto di vista amministrativo e verificheremo quali siano, nero su bianco, i progetti dei possibili acquirenti per la ristrutturazione dello stabile».
Afferma Piero Bua che la situazione sicurezza al Policlinico è sempre stata sotto controllo. «Nell’ambito di un procedimento giudiziario che abbiamo in corso una relazione di consulenza tecnica d’ufficio, redatta in questi giorno da un primario Studio di Ingegneria di Cagliari, nell’ambito di un altro procedimento in cui, lo stesso Studio dichiara testualmente che “il Policlinico ha provveduto, attraverso il proprio Servizio di Prevenzione e Protezione ad attuare le integrazioni riportate nel piano di emergenza ed evacuazione, richieste dal Comando dei vigili del fuoco”. Lo stesso consulente tecnico del procedimento giudiziario conclude che se ottemperiamo immediatamente alla nomina del responsabile della Sicurezza Antincendio, abbiamo “ancora tempo fino al 24 aprile 2025 per completare l’adeguamento della struttura ospedaliera prima di vedersi negata la possibilità di operare la propria attività nel rispetto normativo”».
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