La Nuova Sardegna

Sassari

«L’Alivesi resti un servizio per il territorio»

Sit in di Autodeterminatzione davanti all’ospedale di Ittiri: «Serve almeno un reparto di riabilitazione»

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ITTIRI. Sit in di Autodeterminatzione, sabato scorso, nel piazzale davanti alla vecchia ala dell’Alivesi, in difesa di quello che a Ittiri viene ancora chiamato ospedale, ma che si è ridotto a una struttura che ospita un reparto di lungodegenza e un poliambulatorio.

Caterina Tani, coordinatrice di Autodeterminatzione della provincia di Sassari, ha denunciare la situazione della sanità sarda e della struttura di Ittiri in particolare che, in tempi non molto lontani disponeva dei reparti di medicina e chirurgia. Angelo Fancellu, dirigente medico di medicina e diabetologia, ha posto l’accento sulla necessità di protestare e proporre perché alla sanità vengano destinate le necessarie risorse . «La sanità – ha affermato Fancellu – deve produrre benessere, anziché profitti e non già, come sta avvenendo in Sardegna, riduzione di posti letto e chiusure di ospedali. Sulla medicina di base siamo in condizioni disastrose, esistono centri che non dispongono del medico di famiglia e i pazienti sono costretti a percorrere anche 20 chilometri per avere l'assistenza sanitaria. Occorre – ha concluso – la creazione di una rete che fornisca interventi sanitari sul territorio, da erogare attraverso quelle strutture che si vuole cancellare. Le cose improponibili, come riportare la chirurgia a Ittiri, non le chiediamo, ma rivendichiamo che alla lungodegenza venga affiancato un reparto di riabilitazione, estendendo la medicina specialistica e i consultori».

Gianna Pinna, figlia di “Toiedda” la pasionaria che costituì il “Comitato pro Alivesi” punta il dito contro la politica che ha deluso e blocca qualsiasi iniziativa popolare in difesa dei piccoli ospedali. Mario Fancellu, infermiere, ha posto l'accento sull'esigenza di essere uniti per chiedere e non rassegnarsi mai. L’assessore del Comune di Ittiri, Gian Mario Cossu, ha evidenziato il grande divario esistente tra Regioni e quindi tra servizi sanitari offerti al cittadino. Regioni ricche, sanità eccellente, regioni povere, sanità scadente. Occorre quindi, ha sottolineato Cossu, che si realizzi, finalmente, una vera sanità pubblica uguale per tutti i cittadini.

Vincenzo Masia



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