Regione e Habilita, parte il piano di salvataggio
di Pinuccio Saba
Primo incontro operativo a Cagliari dopo la riunione in prefettura a Sassari Da ieri sospesi ricoveri e interventi chirurgici. Garantita l’assistenza ai ricoverati
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SASSARI. Un incontro servito a un primo “faccia a faccia”, dopo l’incontro sassarese in prefettura, fra l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru e Andrea Rusconi, dirigente della società “Habilita” intenzionata a rilevare il Policlinico Sassarese. Un incontro dal quale è stata ribadita la volontà comune di salvare l’ospedale privato sassarese, garantire la continuità assistenziale, rilanciare la struttura sanitaria. Una trattativa non facile, quella fra Regione e Habilita, che va avanti sotto l’occhio vigile dei legali delle due parti, che anche ieri hanno esaminato una montagna di documenti. Habilita chiede infatti alla Regione determinate garanzie, prima fra tutte l’accreditamento della struttura sanitaria, accreditamento revocato lo scorso 31 ottobre, e che ieri mattina ha prodotto i primi effetti: una decina di pazienti, che dovevano essere sottoposti a un intervento chirurgico, sono stati rimandati a casa poiché dall’assessorato regionale alla Sanità domenica era arrivata una comunicazione firmata dal direttore generale Giuseppe Maria Sechi che disponeva «l’attivazione urgente di un tavolo di coordinamento delle operazioni che progetti e controlli il trasferimento dei pazienti ricoverati “non dimettibili” dalla Casa di Cura presso altre strutture del Servizio sanitario regionale». Una comunicazione che ha obbligato il direttore sanitario del Policlinico Sassarese, Angelo Pietro Melis, a interrompere ogni attività della casa di cura di viale Italia e a rimandare a casa i pazienti, in attesa di trovare una soluzione ma soprattutto una data e una struttura pubblica dove poter eseguire gli interventi chirurgici programmati da tempo. Ovviamente per “ogni attività” non si intende lo svuotamento immediato del Policlinico Sassarese.
Quello del direttore generale dell’assessorato era comunque un atto dovuto e assunto in autotutela ma nel frattempo, già ieri, c’è stato un primo incontro tra i vertici del Policlinico Sassarese, dell’Ats e dell’Aou, incontro interlocutorio servito soprattutto ad avere un quadro generale anche della disponibilità di posti letto e sale operatorie per far fronte a interventi chirurgici non più differibili. Nel frattempo, e questo è un particolare che sia l’assessore Luigi Arru sia Andrea Rusconi, dal Policlinico Sassarese non verrà spostato neppure un paziente anche per garantire quella “continuità” invocata da tutte le parti in causa. «Noi chiediamo una discontinuità con il passato – ha ribadito anche ieri Andrea Rusconi – ma chiediamo anche che il Policlinico non si fermi, perché farlo ripartire sarebbe lungo e ulteriormente complicato. Alla Regione chiediamo determinate garanzie e in questi giorni i nostri legali esamineranno le risposte dell’assessorato».
L’accreditamento è quindi il nodo centrale, accreditamento revocato per motivi legati alla sicurezza degli impianti del Policlinico. Ma anche ieri Piero Bua, presidente del cda del Policlinico, ha sottolineato che alla Regione era stata inviata la documentazione relativa ai lavori per l’ammodernamento dell’intera struttura, per i quali era stata stabilita anche la data per la conclusione degli interventi tecnologici, fissata per il 2025. Nei prossimi giorni verrà fissata una data per un nuovo incontro “politico” fra i rappresentanti della società Habilita mentre proseguirà il confronto tecnico-legale anche sulle procedure burocratiche che dovrebbero condurre al salvataggio del Policlinico Sassarese. Ma l’aspetto più importante emerso dall’incontro di ieri a Cagliari, sembra essere quello della volontà di trovare una soluzione che salvi la Casa di cura e che non privi la città di Sassari di un importante presidio sanitario.
Quello del direttore generale dell’assessorato era comunque un atto dovuto e assunto in autotutela ma nel frattempo, già ieri, c’è stato un primo incontro tra i vertici del Policlinico Sassarese, dell’Ats e dell’Aou, incontro interlocutorio servito soprattutto ad avere un quadro generale anche della disponibilità di posti letto e sale operatorie per far fronte a interventi chirurgici non più differibili. Nel frattempo, e questo è un particolare che sia l’assessore Luigi Arru sia Andrea Rusconi, dal Policlinico Sassarese non verrà spostato neppure un paziente anche per garantire quella “continuità” invocata da tutte le parti in causa. «Noi chiediamo una discontinuità con il passato – ha ribadito anche ieri Andrea Rusconi – ma chiediamo anche che il Policlinico non si fermi, perché farlo ripartire sarebbe lungo e ulteriormente complicato. Alla Regione chiediamo determinate garanzie e in questi giorni i nostri legali esamineranno le risposte dell’assessorato».
L’accreditamento è quindi il nodo centrale, accreditamento revocato per motivi legati alla sicurezza degli impianti del Policlinico. Ma anche ieri Piero Bua, presidente del cda del Policlinico, ha sottolineato che alla Regione era stata inviata la documentazione relativa ai lavori per l’ammodernamento dell’intera struttura, per i quali era stata stabilita anche la data per la conclusione degli interventi tecnologici, fissata per il 2025. Nei prossimi giorni verrà fissata una data per un nuovo incontro “politico” fra i rappresentanti della società Habilita mentre proseguirà il confronto tecnico-legale anche sulle procedure burocratiche che dovrebbero condurre al salvataggio del Policlinico Sassarese. Ma l’aspetto più importante emerso dall’incontro di ieri a Cagliari, sembra essere quello della volontà di trovare una soluzione che salvi la Casa di cura e che non privi la città di Sassari di un importante presidio sanitario.
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