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Sassari

Benvenuto al mondo con la Pigotta dei sindaci

Benvenuto al mondo con la Pigotta dei sindaci

I neonati del nido e della neonatologia hanno adottato la bambola Unicef per aiutare i bimbi africani

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SASSARI. Un “benvenuto al mondo” spciale ieri mattina per le neonate e i neonati del nido e del reparto di Neonatologia dell’Azienda ospedaliera universitaria. L’assessora alle Politiche dell’infanzia Alba Canu e i volontari dell’Unicef hanno donato le bambole del progetto nazionale “La Pigotta dei Sindaci” e la pergamena con la Convenzione sui diritti dell’infanzia e materiale utile per la crescita. Un’iniziativa ormai consolidata negli anni con la quale il Comitato Unicef di Sassari festeggia l'anniversario della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia.

Erano presenti Maria Grazia Sanna, nuova presidente del Comitato Provinciale Unicef di Sassari e responsabile del Nido nel reparto di Neonatologia dell’Aou, Silvana Pinna, già presidente del Comitato e ideatrice dell'iniziativa, Elena Pitzorno, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Sassari (che ha annunciato la nascita dell’Osservatorio sui Diritti dei bambini e degli adolescenti che sorgerà, in collaborazione con l’Unicef, presso la Procura) e Giorgio Olzai, responsabile del reparto di Neonatologia.

L’evento si inserisce nel progetto nazionale di vaccinazioni dell’Unicef “Per ogni bambino nato, un bambino salvato”. Adottando le bambole di pezza, infatti, i nuovi nati e le nuove nate a Sassari daranno la possibilità ad altrettanti bambini africani e bambine africane di nascere in sicurezza, contribuendo alle spese per kit ostetrici per un parto sicuro, alle prime cure neonatali e alle vaccinazioni. Ai genitori sono stati illustrati i programmi Unicef-Oms delle vaccinazioni e i benefici dell’allattamento al seno, per una crescita serena e sicura dei bambini. È stata l’occasione, inoltre, per presentare l’ultimo rapporto dell’Onu sulle disparità fra il nord e il sud del mondo sulla sopravvivenza dei neonati e dei bambini sotto i cinque anni di età, bambini che hanno maggiori probabilità di morire nel primo mese se nascono nell’Africa sub-sahariana o nell’Asia meridionale. Un altro elemento discriminante è l'essere nati da madri non istruite.

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