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Sassari

I lavoratori: «Noi non ci arrenderemo»

I lavoratori: «Noi non ci arrenderemo»

Commozione, preoccupazione e dubbi nell’assemblea sindacale: «Come siamo arrivati a questo?»

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SASSARI. «Ci fa male al cuore vedere i letti senza lenzuola, le corsie vuote». Commozione trattenuta a stento, preoccupazione, ma anche la voglia di non arrendersi perché c’è gente che lavora al Policlinico da trent’anni e non vuole vederlo morire. Troppo piccola la palestra di riabilitazione del Policlinico per contenere il personale che ieri, chiamato dai sindacati in assemblea, ha proposto interrogativi, ha fatto lucide analisi della critica situazione in cui è precipitata la casa di cura, ha posto dubbi e sospetti che qualcuno manovri per chiudere per sempre un presidio sanitario che ha rappresentato negli anni un punto di forza della sanità sassarese.

I sindacati hanno dato risposte e delineato le strategie per salvare dallo sfacelo la clinica privata. C’erano i segretari territoriali della Funzione pubblica di Cgil, Antonio Canalis, e Cisl, Antonio Monni, la segretaria generale della Cgil Francesca Nurra, il segretario generale della Fp Cgil, Paolo Dettori, rappresentanti delle Rsu, a stare al fianco dei lavoratori che continuano a sperare in una rapida soluzione dell’accreditamento. Tra il personale c’è stato chi ha chiesto che l’accreditamento modulare con cui si è trovato l’escamotage per non buttare l’acqua sporca con il bambino riguardi al più presto anche l’attività chirurgica, «perché senza attività chirurgica manca il senso di esistere». Chi ha ricordato come ancora il concordato preventivo sia aperto con una decisione da parte del giudice ancora da prendere sulla bontà dell’operazione di salvataggio proposta da vecchia proprietà e potenziale acquirente. «A molti potrebbe far gola il Policlinico – ha detto un medico –, dal punto nascita alle prestazioni chirurgiche». E poi: «Come siamo arrivati a tutto questo?». Ma la domanda ricorrente è stata anche: «Se non riparte l’attività ambulatoriale e delle sale operatorie, cosa ne sarà di noi? Quanto dovremo stare a casa in attesa che si riprenda a lavorare? E con quali sostegni economici a un’eventuale perdita di stipendio?».

I sindacati hanno affermato che gli ammortizzatori sociali non possono essere esclusi in questa situazione e che se dovesse essercene bisogno sarà compito dell’assessorato regionale al Lavoro reperire le risorse. Di ammortizzatori sociali possono usufruire soltanto i dipendenti strutturati, mentre al Policlinico sono in essere anche diversi rapporti di lavoro in convenzione. Sindacati e lavoratori hanno detto che non c’è più tempo da aspettare. In un documento stilato a conclusione dell’assemblea, e inviato a prefetto, assessore Arru, sindaco di Sassari, all’Ats e anche ad Habilita, alla quale verrà chiesto un incontro, le segreterie danno un ultimatum di 48 ore. «Basta con questa incertezza, vogliamo chiarezza una volta per tutte, non solo per noi ma per tutti i pazienti privati dei servizi».

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