Stintino, 30 anni di autonomia e crescita

Il Comune ha celebrato la ricorrenza con il ricordo di tutti i protagonisti e delle lotte del piccolo borgo di pescatori

STINTINO. «Il risultato di trent'anni di Autonomia dell'amministrazione comunale è quello che abbiamo davanti agli occhi». Con queste parole, sabato sera il sindaco Antonio Diana ha voluto sottolineare come il paese, da piccolo borgo di pescatori e frazione di Sassari, sia diventato Comune autonomo capace di amministrarsi e autogestirsi.

Una cerimonia sentita e partecipata quella che, organizzata nella sala consiliare del Comune per celebrare l'importante “compleanno” amministrativo, ha visto avvicendarsi, e portare la propria testimonianza, gli ex sindaci e i componenti del comitato per l'autonomia.

L'8 agosto del 1988 rappresenta per Stintino una data storica, quasi come la nascita dello stesso paese. In quel giorno d'estate di trent'anni fa, il borgo dei pescatori diventava Comune autonomo, smetteva la veste di circoscrizione comunale del Comune di Sassari per indossare gli abiti di amministrazione comunale. «Una amministrazione che non ci sarebbe stata – ha detto Lorenzo Diana, sindaco dal 1998 al 2007 – senza la lotta per l'autonomia, un percorso accidentato e difficile». Un percorso che passò anche attraverso l'aiuto politico della segreteria Dc guidata da Giuseppino Schiaffino e «attraverso i tanti amici che non abbiamo dimentica e che aiutarono Stintino in questa impresa», ha aggiunto Antonio Diana.

E tante sono state le opere pubbliche realizzate in trent'anni e tra queste, ha ricordato Giovanni Greco – sindaco dal 1991 al 1998 – nella sua lettera letta dall'assessore Antonella Mariani, la pista ciclabile per la Pelosa, il centro culturale di via Marco Polo, l'ampliamento del primo depuratore, il progetto di riqualificazione della strada per la Pelosa e il centro servizi, l'ampliamento delle scuole medie e l'iter per la realizzazione del primo museo della Tonnara.

A ricordare Gavino Benenati, primo sindaco di Stintino dal 1989 al 1991, è stata la cugina Veronica Benenati che, nel sottolineare l'impegno dei protagonisti, «l'elezione a primo cittadino fu per lui anche il naturale suggello per l'attività svolta negli anni di lotta per l'autonomia».

Il ricordo è quindi volato a quanti lottarono per arrivare a questo importante traguardo. A partire dai componenti del Comitato: Fortunato Benenati, Totato Denegri, Giovannino Diana, Baingio Maddau, Fanco Valle, Gavino Valle, Gavinuccio Schiaffino, Gavino Pippia, Fortunato Denegri, Salvatore Mura, Agostino Diana e ancora Gavino Benenati.

Un ricordo è poi andato a chi ricoprì il ruolo di amministratore e adesso non c'è più: Marco Satta, Giovannino Bosco, Battista Calvisi, Antonino Pilo e Giangiacomo Peragallo.

A chiusura della manifestazione, è stata inaugurata la statua che celebra appunto la ricorrenza del trentennale. Realizzata da Francesco Cadeddu, la scultura in due blocchi, in trachite di Ittiri, raffigura una donna, il rais della tonnara e un operaio, con alla base la scritta indipendenza e il logo del Comune.



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