“Interrogatorio” a Babbo Natale
Le letterine dei bambini, spedite da Poste Italiane. Paolo, 8 anni: se esisti rispondi a queste domande...
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SASSARI. «Se esisti davvero, rispondi a queste domande». Seguono dieci quesiti impossibili, almeno secondo le intenzioni di chi li ha formulati: un bambino di terza elementare. Paolo è diffidente e non esita a mettere in difficoltà Babbo Natale, sperando che l’uomo con la barba bianca risponda. Babbo Natale ha tempo fino al 24 sera per rispondere all’interrogatorio.
Quella del piccolo investigatore è solo una delle tante lettere scritte in questi giorni a Babbo Natale dai bambini sassaresi, che per recapitare la loro missiva al vecchietto con la slitta trainata dalle renne hanno scelto la classica cassetta delle lettere. Si ripete la tradizionale iniziativa di Poste Italiane «un appuntamento – spiegano gli addetti ai lavori – molto atteso dai più piccoli per esprimere desideri, speranze e richiedere doni in vista della festività più amata».
Per la raccolta delle letterine, Poste Italiane ha dedicato ai più piccoli una speciale cassetta allestita nell’ufficio postale di Sassari centro, in via Brigata Sassari. Giovedì gli alunni della seconda e terza classe della scuola primaria Padre Manzella, accompagnati dalle loro maestre, hanno raggiunto l’ufficio postale per inserire le letterine nella speciale cassetta, ma prima, alcuni di loro hanno le hanno lette.
«Nelle lettere – raccontano alle Poste – i bambini chiedono, oltre ai regali, cibo e una casa per i poveri, che cessino le guerre, che non ci sia la droga, di curare i genitori malati, di aiutare i senzatetto». Alcuni bambini hanno chiesto a Babbo Natale di portare genitori in dono agli orfani, ma anche di insegnare agli esseri umani il rispetto per la natura.
Ma Babbo Natale è anche e soprattutto spensieratezza. E quindi nelle lettere i bambini sommergono Babbo Natale di domande. Tante le curiosità sulle renne, sulla fabbrica dei giocattoli, sulla casa di Babbo Natale, sul ruolo degli elfi e sugli orsi polari che, secondo alcuni, sono quelli che si occupano di impacchettare i regali. Tanta confidenza e tante manifestazioni di affetto, la maggior parte delle letterine si conclude con un “buon viaggio” e “ti saluto e ti aspetto a casa mia”. «Ti piacciono i biscotti? – chiede Nicola – te ne lascerò un pacco grandissimo di quelli senza lattosio, così non ti verrà il mal di pancia». Mentre Carlo gli chiede «perché non ti fai vedere?» e gli dà appuntamento alla notte del 24 dicembre.
Anche Jacopo vorrebbe incontrare Babbo Natale: «Vorrei conoscere – scrive – l’uomo tanto generoso e instancabile che fa il giro di tutto il mondo solo per i bambini». Poi chiede una cortesia: «quest’anno vorrei che passassi un po’ prima... perché – gli confida –rischio di addormentarmi sul divano».
Tutte le letterine impostate sono state raccolte dai “Postini di Babbo Natale” che le indirizzeranno al Polo Nord, dove l’amato vecchietto giramondo provvederà ad inviare a tutti una risposta personalizzata. Il fascino, il mistero e la gioia, di una tradizione antica si rinnovano puntualmente così ad ogni Natale grazie al crescente entusiasmo dei più piccoli, testimoniato dal numero sempre più elevato di letterine spedite: dalle quarantamila del 1999 alle 130 mila del 2017. E il numero cresce ogni anno, con il sogno di tutti i bambini che aspettano il passaggio del vecchietto che porta i doni.
Quella del piccolo investigatore è solo una delle tante lettere scritte in questi giorni a Babbo Natale dai bambini sassaresi, che per recapitare la loro missiva al vecchietto con la slitta trainata dalle renne hanno scelto la classica cassetta delle lettere. Si ripete la tradizionale iniziativa di Poste Italiane «un appuntamento – spiegano gli addetti ai lavori – molto atteso dai più piccoli per esprimere desideri, speranze e richiedere doni in vista della festività più amata».
Per la raccolta delle letterine, Poste Italiane ha dedicato ai più piccoli una speciale cassetta allestita nell’ufficio postale di Sassari centro, in via Brigata Sassari. Giovedì gli alunni della seconda e terza classe della scuola primaria Padre Manzella, accompagnati dalle loro maestre, hanno raggiunto l’ufficio postale per inserire le letterine nella speciale cassetta, ma prima, alcuni di loro hanno le hanno lette.
«Nelle lettere – raccontano alle Poste – i bambini chiedono, oltre ai regali, cibo e una casa per i poveri, che cessino le guerre, che non ci sia la droga, di curare i genitori malati, di aiutare i senzatetto». Alcuni bambini hanno chiesto a Babbo Natale di portare genitori in dono agli orfani, ma anche di insegnare agli esseri umani il rispetto per la natura.
Ma Babbo Natale è anche e soprattutto spensieratezza. E quindi nelle lettere i bambini sommergono Babbo Natale di domande. Tante le curiosità sulle renne, sulla fabbrica dei giocattoli, sulla casa di Babbo Natale, sul ruolo degli elfi e sugli orsi polari che, secondo alcuni, sono quelli che si occupano di impacchettare i regali. Tanta confidenza e tante manifestazioni di affetto, la maggior parte delle letterine si conclude con un “buon viaggio” e “ti saluto e ti aspetto a casa mia”. «Ti piacciono i biscotti? – chiede Nicola – te ne lascerò un pacco grandissimo di quelli senza lattosio, così non ti verrà il mal di pancia». Mentre Carlo gli chiede «perché non ti fai vedere?» e gli dà appuntamento alla notte del 24 dicembre.
Anche Jacopo vorrebbe incontrare Babbo Natale: «Vorrei conoscere – scrive – l’uomo tanto generoso e instancabile che fa il giro di tutto il mondo solo per i bambini». Poi chiede una cortesia: «quest’anno vorrei che passassi un po’ prima... perché – gli confida –rischio di addormentarmi sul divano».
Tutte le letterine impostate sono state raccolte dai “Postini di Babbo Natale” che le indirizzeranno al Polo Nord, dove l’amato vecchietto giramondo provvederà ad inviare a tutti una risposta personalizzata. Il fascino, il mistero e la gioia, di una tradizione antica si rinnovano puntualmente così ad ogni Natale grazie al crescente entusiasmo dei più piccoli, testimoniato dal numero sempre più elevato di letterine spedite: dalle quarantamila del 1999 alle 130 mila del 2017. E il numero cresce ogni anno, con il sogno di tutti i bambini che aspettano il passaggio del vecchietto che porta i doni.
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