Sanna (Acli): raddoppio Ires, una follia
Il presidente: organizzazioni e associazioni si mobilitino contro l’aumento
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SASSARI. Di Maio e Salvini hanno promesso una rapida marcia indietro. Ma il raddoppio dell’Ires al terzo settore previsto dalla legge di bilancio appena approvata in Senato continua a preoccupare il mondo delle associazioni e del no profit. A lanciare l’allarme il presidente provinciale delle Acli di Sassari Salvatore Sanna che chiede alle altre organizzazioni e associazioni di unirsi ad una protesta nei confronti del governo.
«È una scelta scellerata che rischia di mettere in ginocchio il mondo del volontariato – spiega –, che a fronte dell’irrisorio incasso di 118 milionirischia di incidere in maniera pesantissima sui bilanci delle organizzazioni senza fini di lucro. Quelle realtà del mondo del volontariato che quotidianamente operano per dare servizi e risposte che lo Stato non riesce a dare. Un esercito di volontari, oltre 5 milioni di persone che ogni giorno mettono a disposizione il loro tempo e la loro opera a favore di chi è in difficoltà».
«Se pensiamo ad un territorio come quello del Nord Sardegna – attacca Sanna – già duramente colpito dalla crisi, nel quale l’opera delle associazioni di volontariato è giustamente considerata necessaria e imprescindibile gli scenari che si aprono sono ancora più preoccupanti. Lo ripetiamo: è una decisione priva di senso, illogica, che colpisce chi meritava ben altra attenzione da un governo definito “del cambiamento” e da una manovra che avrebbe dovuto abolire la povertà e che invece sembra fatta apposta per colpire chi la povertà la combatte ogni giorno».
«È una scelta scellerata che rischia di mettere in ginocchio il mondo del volontariato – spiega –, che a fronte dell’irrisorio incasso di 118 milionirischia di incidere in maniera pesantissima sui bilanci delle organizzazioni senza fini di lucro. Quelle realtà del mondo del volontariato che quotidianamente operano per dare servizi e risposte che lo Stato non riesce a dare. Un esercito di volontari, oltre 5 milioni di persone che ogni giorno mettono a disposizione il loro tempo e la loro opera a favore di chi è in difficoltà».
«Se pensiamo ad un territorio come quello del Nord Sardegna – attacca Sanna – già duramente colpito dalla crisi, nel quale l’opera delle associazioni di volontariato è giustamente considerata necessaria e imprescindibile gli scenari che si aprono sono ancora più preoccupanti. Lo ripetiamo: è una decisione priva di senso, illogica, che colpisce chi meritava ben altra attenzione da un governo definito “del cambiamento” e da una manovra che avrebbe dovuto abolire la povertà e che invece sembra fatta apposta per colpire chi la povertà la combatte ogni giorno».
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