Spaccio in via Tavolara, dibattimento a dicembre

Il processo davanti al giudice per le udienze preliminari con rito abbreviato Tre gli imputati, arrestati dalla polizia locale dopo un mese di indagini

SASSARI. Sarà celebrato il prossimo 3 dicembre il processo a carico dei tre presunti componenti della banda di spacciatori che operava in via Tavolara e all’interno dei giardini pubblici. Gli imputati sono Biagio Marginesu di 34 anni, Walter Pinna di 44 e Manuel Salis di 27 anni, tutti sassaresi.

La decisione di rinviare il processo, che si terrà con il rito abbreviato, è stata presa dal giudice per le udienze preliminari davanti al quale erano comparsi i tre imputati, per i quali il pubblico ministero aveva chiesto il giudizio immediato. Per gli imputati l’accusa è di spaccio di sostanze stupefacenti, marijuana.

L’operazione che aveva portato all’arresto dei tre presunti spacciatori risale al mese di luglio, quando il comando della polizia locale aveva deciso di intensificare i controlli in via Tavolara, diventata una sorta di terra di nessuno: episodi di violenza e prevaricazioni, ma soprattutto le segnalazioni di mamme e nonni che portano i bambini ai giardini avevano convinto il comando della polizia municipale a intensificare la sorveglianza di quella fetta di guardini pubblici. E così le segnalazioni di mamme e nonni avevano trovato conferma nelle foto e nelle immagini girate dalla polizia locale. L’attività di spaccio, che riguardava soprattutto giovanissimi clienti, fra i 14 e i 15 anni, ruotava attorno a una delle panchine di via Tavolara dove i presunti spacciatori attendavano l’arrivo dei clienti. Poi il rapido passaggio di mano della droga e del denaro. Elementi che avevano convinto il comando della polizia locale a intervenire e porre fine al commercio.

A fine giugno il blitz che in un primo momento aveva portato all’arresto di Walter Pinna, che doveva trovarsi agli arresti domiciliari e soprattutto non poteva abitare a Sassari. Subito dopo la manette erano scattate ai polsi di Biagio Marginesu, mentre l’arresto di Manuel Salis era stato eseguito la mattina successiva al blitz.

Nel corso di una perquisizione in una casa del centro storico, erano stati recuperati e sequestrati 600 grammi di marijuana.

Per la forze dell’ordine e soprattutto per il pubblico ministero c’erano tutti gli elementi per procedere al giudizio immediato: nel corso dei due mesi di appostamenti, erano state scattate centinaia di foto e girate ore di registrazioni, materiale che documentava l’attività di spaccio delle tre persone che, a turno, occupavano una panchina dove prendevano le “ordinazioni”. Poi andavano a rifornirsi nella base ricavata nella casa del centro storico. Ma mai grosse quantità: solo un paio di dosi per poter così affermare che la droga era per uso personale. Linea difensiva destinata a crollare davanti a foto e filmati



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