Un progetto per limitare l’eccessivo rumore nei porti

Pianificazione transfrontaliera “Interreg” anche nell’area Porto Torres-Sassari Già installati i sensori sia all’interno dello scalo marittimo che a San Giovanni

SASSARI. Ci sono anche le aree di Sassari e Porto Torres nel progetto “Triplo” contro l’inquinamento acustico delle aree portuali, finanziato dal programma di cooperazione Interreg V-A Italia Francia Marittimo 2014-2020, che coinvolge come enti partner la Confindustria Centro Nord Sardegna, la Provincia di Lucca (ente capofila), l’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale (Livorno), il Cnr-Ilc di Genova, la società Lucense e la Camera di Commercio e dell’Industria del Dipartimento del Var, che gestisce il porto di Tolone. Una criticità che va ad aggiungersi all’inquinamento ambientale, dovuto sia alle emissioni delle navi, sia al continuo movimento dei mezzi pesanti all’interno delle aree portuali. Il progetto “Triplo”, acronimo di Trasporti e collegamenti Innovativi e sostenibili tra porti e piattaforme Logistiche, punta a migliorare la sostenibilità dei porti commerciali e delle piattaforme logistiche ad essi collegati riducendo l’impatto acustico. In particolare, l’obiettivo è attuare una strategia transfrontaliera per ridurre l’inquinamento acustico nelle aree comprese tra i porti commerciali e le aree retro-portuali, limitrofe alle piattaforme logistiche.

Il primo passo è stato quello di installare in tre aree pilota (due in Italia, una in Francia), una serie di sensori. Una di queste aree è quella di PortoTorres-Sassari. Uno dei sensori si trova all’uscita dal porto, in particolare nella rotatoria, un altro nei pressi del “Cormorano” sempre a Porto Torres e un terzo sulla ex strada statale 131, all’altezza di San Giovanni. Il monitoraggio acustico avviene in tempo reale, con la produzione di mappe del rumore integrate con dati linguistici. «Crediamo molto in questo tipo di iniziative europee di cooperazione, perché sono progetti che hanno una valenza notevole per le imprese e per il territorio. Rappresentano un’opportunità di crescita per i nostri associati ma soprattutto di confronto con altre realtà transfrontaliere –, spiega Roberto Chironi, referente di Confindustria per il progetto Interreg “Triplo” – . È vero che si potrebbe pensare che Porto Torres non abbia questo tipo di emergenza, come l’inquinamento acustico. Ma il porto di Porto Torres ha delle peculiarità significative in termini di incidenza del traffico merci e navale sulla popolazione residente. Questa è un’opportunità enorme per noi perché ci confrontiamo con delle realtà come Genova, Livorno e Tolone che vivono questo problema in maniera maggiore. Attraverso la collaborazione reciproca acquisiremo competenze ed esperienze che poi risulteranno sicuramente utili per le amministrazioni locali». «In questo momento il progetto si sta concentrando su due attività fondamentali: la somministrazione di questionari linguistici ai cittadini sulla percezione del rumore e parallelamente una rilevazione sui dati tecnici nelle stesse aree in cui i cittadini vengono intervistati. Sarà rilevata l’intensità del rumore generata dal traffico su ferro e su gomma proprio perché il progetto si focalizza sul trasporto merci che si sviluppa dai porti verso le destinazioni finali e viceversa», ricorda Monica Lazzaroni, responsabile Ufficio politiche comunitarie della Provincia di Lucca. Il comitato di pilotaggio di “Triplo” si riunisce periodicamente per fare il punto sul progetto. I contatti sono quotidiani, ma ogni sei mesi si svolgono delle giornate di approfondimento. Nei giorni scorsi i rappresentanti degli enti partner si sono ritrovati a Villa Mimosa, sede della Confindustria che nel 2020 ospiterà l’evento conclusivo del progetto “Triplo”.

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