La Nuova Sardegna

Sassari

La chiesa del Sacro Cuore ottant’anni di fede e arte

di Paoletta Farina
La chiesa del Sacro Cuore ottant’anni di fede e arte

Anche il cardinale Angelo Becciu alle celebrazioni per la ricorrenza  Un convegno su Costantino Spada autore degli affreschi e poi il pontificale 

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SASSARI. Chiesa, Università e mondo della cultura e dell’arte hanno festeggiato ieri gli 80 anni della parrocchia del Sacro Cuore. La presenza del cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, che ha concelebrato il pontificale giubilare nella chiesa, e il ricordo, nell’aula magna dell’ateneo del pittore Costantino Spada, che nel santuario dipinse magnifici affreschi, da parte della storica dell’arte ed ex direttrice della Pinacoteca, sono stati i momenti più intensi di una partecipata celebrazione. Un evento carico di ricordi e di storia per la città, perché la pur giovane, nel raffronto con altre, parrocchia nel quartiere del Monte, sorse per volontà dell’amato arcivescovo Arcangelo Mazzotti per ricucire quella zona che nel 1939 era periferia molto abitata con il resto della città anche grazie alla costruzione del ponte di Rosello. Ma anche l’occasione per parlare dell’opera e delle opere straordinarie realizzate da Costantino Spada, grande figura di artista che all’arte sacra dedicò gran parte della sua produzione.

In una magistrale relazione Alma Casula ha parlato del talento del pittore, di famiglia bonorvese, ma sassarese nell’animo e nello spirito, allievo già a sedici anni di Giovanni Pulli «che nella sua bottega dal carattere rinascimentale gli insegnò la tecnica dell’affresco, molto apprezzato da Filippo Figari che lo aiutò a intraprendere gli studi alla Scuola d’arte, poi diventato Istituto, per il quale Spada era come un ramo di olivastro apparentemente fragile, ma difficile a piegarsi. In Costantino Spada – ha continuato la Casula – il sentimento religioso era molto forte e lui l’ha tradotto con maestria. Con l’allora parroco don Antonio Piga che gli commissionò i lavori per il Sacro Cuore si creò un rapporto stretto siglato nella firma congiunta dei lavori. La Natività che realizzò per il Sacro Cuore nel 1953 è di una bellezza emozionante, e anche gli altri affreschi traducono la fede in modo popolare e di grande impatto artistico».

«Di Costantino Spada avevo sentito parlare e ora posso dire di sapere il perché – ha detto il cardinale Becciu nell’aula magna dell’Università dopo i ringraziamenti per l’invito da parte dell’arcivescovo Gian Franco Saba (anche lui presente all’incontro) a partecipare alle celebrazioni –. La sua attività è anche il segno dell’attenzione e devozione che Sassari riserva alle chiese. E il pittore potrebbe essere considerato il Gaudì di Sassari, per la sua capacità e desiderio di manifestare il bello, come disse papa Benedetto dell’architetto catalano quando visitò Sa Sagrada Familia a Barcellona . Perché ci sono artisti che riescono a far vedere la bellezza delle cose e Dio». Il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi ha anche scherzato sul suo ruolo in una ipotetica santificazione di Spada. L’arcivescovo Saba, dopo i saluti del rettore Massimo Carpinelli, ha ricordato al cardinale pattadese che Sassari è una città con una storia di santità secolare.



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