«Anni difficili. Prima ero sereno, ora sono felice»
L’ex primo cittadino: sono stato definito impresentabile, anche questa mia vicenda faccia riflettere
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SASSARI. «Sono felice per la sentenza anche se, sapendo di non avere fatto niente, ero relativamente tranquillo». In quel “relativamente” ci sono tutti i sentimenti che ogni cittadino vive, anche quando non ha nulla da temere, nel momento in cui affronta un percorso giudiziario e processuale nelle vesti di imputato. Gianfranco Ganau risponde la telefono con voce serena. L’ex sindaco si aspettava la richiesta di un commento ma si sente che preferirebbe non farlo. «Certo – dice – , non posso nascondere che sono stati anni difficili, di tribolazione e di esposizione mediatica». Una carriera politica brillante ma che avrebbe potuto essere diversa se non ci fossero state l’inchiesta e le sue lunghe fasi? «Non lo so, può darsi – risponde il capogruppo del Pd in Consiglio regionale –. Diciamo comunque che tutto questo lungo periodo della mia vita è stato fortemente condizionato da questa vicenda giudiziaria». «E certo non dimentico di essere stato definito un impresentabile da Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare antimafia – aggiunge l’esponente del Pd –. Questo a pochi giorni dal voto, una forzatura incredibile». Una parola, quella di impresentabile, che è stata vissuta come un’onta anche da Valerio Meloni, ex assessore comunale nella giunta Ganau. Meloni, che alle scorse regionali era candidato con il Pd, ha rinunciato alla prescrizione ed è stato assolto da tutte le imputazioni. Gianfranco Ganau coglie la sentenza di assoluzione come una opportunità per far riflettere sull’atteggiamento che bisogna avere nei confronti delle vicende giudiziarie. Un rapporto, dice, di fiducia nella giustizia ma anche di rispetto nei confronti degli indagati. «Anche la mia vicenda e l’esito di questo processo – dice – dimostra che bisogna aspettare una sentenza definitiva prima di esprimere un giudizio». Non è un politico, ma il suo è un caso limite, Gian Franco Masia, 71 anni, ora in pensione ma a lungo dirigente del Suap di Sassari. Lui, assistito dall’avvocato Giuseppe Conti, ha affrontato la sua quarta sentenza per reati contestatigli nell’ambito professionale. È stato assolto, per la quarta volta. Nessuno gli ha mai chiesto scusa. (d.s.)
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