La Nuova Sardegna

Sassari

Caso pannoloni, l’Aima sollecita la Regione

L’associazione dei malati di Alzheimer: «Urgente intervenire in tempi stretti Gli utenti si rivolgano ai distretti sanitari per segnalare cosa non funziona» 

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SASSARI. Scende in campo anche la sezione cittadina dell’Aima( l’associazione italiana malattia di Alzheimer) sui disagi sorti in seguito al nuovo regime di consegna a domicilio introdotto dall’Ats di pannoloni e traverse in vigore dal primo novembre. La onlus chiede alla Regione di attivare tutte le verifiche necessarie per arrivare a una soluzione in tempi brevissimi dei problemi denunciati dagli utenti del servizio, «nel rispetto della sofferenza e della dignità delle persone coinvolte, che mai dovrebbe essere messo in discussione».

Lo afferma la presidente dell’Aima sassarese, Pina Ballore. «Abbiamo appreso – dice – in seguito a diverse segnalazioni dei problemi che si sono creati nel servizio di distribuzione a domicilio degli ausili per gli incontinenti. Le rimostranze, nello specifico, riguardano diversi aspetti. Il primo è la qualità dei panni che, rispetto alla precedente fornitura assicurata dalle farmacie, è cambiata. Ci è stato segnalato che in alcuni casi non hanno un’assorbenza sufficiente, con il rischio di piaghe e infezioni per il paziente».

Tra le altre lamentele che l’associazione ha ricevuto c’è il fatto che resta muto il numero verde al quale occorre rivolgersi per i contatti con la cooperativa che ha avuto in appalto la distribuzione a domicilio. La lista continua: «La protesta riguarda anche il tipo di fornitura che non sarebbe adeguata ai piani terapeutici», afferma la presidente Ballore.

L’Aima ha perciò ha preso contatto con tutti gli uffici della Regione coinvolti nel nuovo appalto, bandito lo scorso anno dal Cat Sardegna, per avere tuttti i ragguagli. «Ci è stato riferito, a tutti i livelli, che alla Regione erano già a conoscenza della situazione e che sono già partite le verifiche per stabilire cosa non stia funzionando».

L’Aima ha perciò sollecitato che i controlli possano esaurirsi al più presto colmando così le carenze rilevate dall’utenza. Il caso è scoppiato a Sassari come in tutta la Sardegna e le famiglie degli invalidi e allettati che hanno necessità di questo tipo di presidi si sono ritrovate a dover affrontare un cambiamento che, invece di semplificare la consegna, la sta complicando.

«Proprio perché quello che non funziona si possa modificare, sarebbe opportuno che i destinatari degli ausili segnalassero immediatamente nel dettaglio quali sono le difficoltà che si sono presentate, ai distretti sanitari del loro territorio, in modo che possa essere garantito un intervento più puntuale ed efficace e si possa uscire da questa emergenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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