il convegno a milano
Un ricercatore sassarese in prima linea contro la Sla
SASSARI. Leonardo Sechi dell’università di Sassari sarà tra i relatori del Convegno scientifico AriSLA che si svolgerà a Milano oggi e domani per fare il punto sulla ricerca sulla Sla e coglierà l’occ...
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SASSARI. Leonardo Sechi dell’università di Sassari sarà tra i relatori del Convegno scientifico AriSLA che si svolgerà a Milano oggi e domani per fare il punto sulla ricerca sulla Sla e coglierà l’occasione per celebrare il raggiungimento dei 10 anni di attività.
Sechi presenterà i risultati del suo progetto “Irkals” che si è posto l’obiettivo di indagare il coinvolgimento nella malattia di Herv-k, ovvero retrovirus endogeni umani residui di infezioni retrovirali che si sono verificate nei nostri antenati e sono stati incorporati nel nostro Dna, rilevati in elevate quantità in una parte dei pazienti Sla.
In particolare è stato verificato se i livelli delle sequenze trascritte di Herv k e la risposta immunitaria contro il retrovirus nel sangue o nel fluido spinale possano essere utili come biomarcatori per monitorare la progressione della malattia e la risposta alla terapia.
E proprio degli ultimi progressi compiuti dai ricercatori italiani sulla Sla, delle strategie più promettenti e delle prospettive future di ricerca si parlerà nelladue giorni del convegno, dal titolo “10 Anni insieme, alleanza concreta per nuove prospettive di ricerca: speranza reale per un futuro senza Sla” che inizia oggi al Rosa Grand hotel a Milano.
Le due giornate, a cui parteciperanno ricercatori italiani ed esperti internazionali, hanno innanzitutto l’obiettivo di illustrare lo stato dell’arte della ricerca sulla Sla e condividere i progressi compiuti dai progetti finanziati dalla Fondazione.
Inoltre, offriranno spunti di riflessione per meglio comprendere il posizionamento della ricerca italiana in ambito internazionale ed elaborare insieme ai principali interlocutori della Fondazione le strategie future per lo sviluppo della ricerca sulla Sla, per dare al più presto risposte ai bisogni dei pazienti.
Sechi presenterà i risultati del suo progetto “Irkals” che si è posto l’obiettivo di indagare il coinvolgimento nella malattia di Herv-k, ovvero retrovirus endogeni umani residui di infezioni retrovirali che si sono verificate nei nostri antenati e sono stati incorporati nel nostro Dna, rilevati in elevate quantità in una parte dei pazienti Sla.
In particolare è stato verificato se i livelli delle sequenze trascritte di Herv k e la risposta immunitaria contro il retrovirus nel sangue o nel fluido spinale possano essere utili come biomarcatori per monitorare la progressione della malattia e la risposta alla terapia.
E proprio degli ultimi progressi compiuti dai ricercatori italiani sulla Sla, delle strategie più promettenti e delle prospettive future di ricerca si parlerà nelladue giorni del convegno, dal titolo “10 Anni insieme, alleanza concreta per nuove prospettive di ricerca: speranza reale per un futuro senza Sla” che inizia oggi al Rosa Grand hotel a Milano.
Le due giornate, a cui parteciperanno ricercatori italiani ed esperti internazionali, hanno innanzitutto l’obiettivo di illustrare lo stato dell’arte della ricerca sulla Sla e condividere i progressi compiuti dai progetti finanziati dalla Fondazione.
Inoltre, offriranno spunti di riflessione per meglio comprendere il posizionamento della ricerca italiana in ambito internazionale ed elaborare insieme ai principali interlocutori della Fondazione le strategie future per lo sviluppo della ricerca sulla Sla, per dare al più presto risposte ai bisogni dei pazienti.
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