La Nuova Sardegna

Sassari

Sbagliano l’intervento, a processo

di Nadia Cossu
Sbagliano l’intervento, a processo

Pazienti semiparalizzati dopo l’operazione, prima udienza per i neurochirurghi Maleci e Monti

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SASSARI. Si è aperto nel tribunale di Milano il processo nei confronti di Alberto Maleci, il neurochirurgo (che visitava i pazienti tra Sassari, Cagliari e Milano) rinviato a giudizio lo scorso marzo insieme al collega Emanuele Monti per lesioni colpose gravi.

Il caso giudiziario era esploso la prima volta a dicembre del 2018 quando una 45enne di Sassari si era rivolta all’avvocato Antonio Secci per raccontare la sua agonia quotidiana successiva a un intervento cui si era sottoposta per tentare di risolvere i dolori provocati da un’ernia del disco. Dopo l’operazione (eseguita proprio da Maleci e dal collaboratore Monti che consisteva nella collocazione di alcune viti nella colonna vertebrale) la donna era però rimasta semi paralizzata, costretta a curarsi con oppiacei. Il neurochirurgo, che l’aveva visitata in Sardegna ma operata in una struttura di Milano, era stato indagato dalla Procura del capoluogo lombardo e dopo tre mesi il pubblico ministero Francesco De Tommasi aveva emesso nei suoi confronti un decreto di citazione diretta a giudizio.

Al momento i casi “sardi” approdati nel tribunale di Milano (penale e civile) sono cinque. I primi tre pazienti hanno denunciato la medesima situazione: un intervento mal riuscito a causa del posizionamento delle viti definite “superflue” da alcuni neurochirurghi che hanno avuto modo di visitare le stesse persone successivamente. Non sarebbe stato cioè necessario, a detta di alcuni colleghi di Maleci, eseguire un’operazione di quel tipo su pazienti oltretutto giovani.

In seguito all’eco mediatica che ha avuto la notizia, infatti, altre persone avevano contattato il legale Secci, tra queste un 34enne di Capoterra e un 50enne di Cagliari che dalla Sardegna erano ugualmente andati a Milano alla ex clinica Santa Rita per essere operati da Maleci, il primo un anno fa e l’altro un anno e mezzo fa. Entrambi non riuscirebbero più a stare in piedi per via dei dolori. La scorsa estate una terza donna di Sassari, poco più che trentenne, ha deciso di denunciare alla Procura anche il suo caso, sempre attraverso l’avvocato Secci. La giovane donna era stata visitata a Sassari da Maleci e poi operata per un’ernia cervicale. Ma oggi «convive 24 ore su 24 con il dolore». Gli altri due pazienti di Capoterra e Cagliari, invece, si sono già sottoposti a un intervento riparatorio che non ha però avuto successo.

Altri due ancora, non essendoci più i tempi per la querela, stanno procedendo in sede civile per ottenere il risarcimento del danno. Il processo di Milano è stato rinviato ad aprile.

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