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la guerra dell’acqua 

Predda Niedda, Abbanoa slaccia le prime 100 utenze

Predda Niedda, Abbanoa slaccia le prime 100 utenze

SASSARI. Abbanoa ha varcato il Rubicone. E, come annunciato, ha iniziato ieri gli slacci della fornitura agli operatori della zona industriale di Predda Niedda che no hanno ancora regolarizzato la...

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SASSARI. Abbanoa ha varcato il Rubicone. E, come annunciato, ha iniziato ieri gli slacci della fornitura agli operatori della zona industriale di Predda Niedda che no hanno ancora regolarizzato la propria posizione contrattuale con la società. La stragrande maggioranza visto che, nonostante le numerose comunicazioni da parte della stessa Abbanoa e del Comune di Sassari, che invitavano le utenze a mettersi in regola, a oggi non hanno ancora fatto la “voltura” dal vecchio allaccio consortile a quello con l’ente gestore delle acque, che ha preso in carico la rete della zir dal 1 agosto, ben 545 utenze sulle 661 censite.

Una situazione insostenibile per Abbanoa, che lamenta già perdite per 500mila euro e, a partire da ieri ha proceduto alla interruzione della fornitura delle prime 100 utenze, per poi procedere nei prossimi giorni con ulteriori slacci, fino a interrompere tutte le forniture non legittimate da un contratto.

L’unico modo per interrompere l’attività di slaccio è di procedere immediatamente alla firma del contratto, con gli operatori che hanno anche un’altra montagna da scalare per quanto riguarda il consumo d’acqua: i circa 5 miloni di bollette arretrate per i consumi dal 2013 al 2017 che il Consorzio ha accertato e sta provvedendo a recuperare, con non poche fatiche, e generosi piani di rateizzazione.

A questi si aggiungono i quasi 12 milioni di “buco”, sempre relativo al consumo di acqua, che la Regione si è impegnata a coprire una volta che si sarà conclusa la procedura di commissariamento della Zir (che va avanti da dieci anni).

Un vero caos, a cui si sperava di aver messo fine con passaggio del sistema idrico della zona industriale di Predda Niedda dal consorzio Zir ad Abbanoa. Che in realtà, complice la scelta dei consorziati di non regolarizzare la propria posizione, rischia di finire per lasciare a secco la malandata zona industriale cittadina, che continua inesorabilmente a “fare acqua”.

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