La Nuova Sardegna

Sassari

Porto Torres, città dei pozzi con i rubinetti asciutti

di Gavino Masia

Molte le polemiche per la “macchina degli aiuti” partita con grave ritardo Per due giorni solo un’autobotte e nessuna comunicazione ufficiale

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PORTO TORRES. Nella città dei pozzi qual è, è davvero paradossale che gran parte degli abitanti abbiano sofferto per quasi quattro giorni un forte disagio a causa della mancanza dell’acqua pubblica. Rubinetti asciutti soprattutto nella parte alta di Porto Torres, ovvero nei quartieri periferici dove risiedono migliaia di persone e sono presenti diverse attività commerciali.

Giovedì c’era un sola autobotte invece nella parte terminale di viale delle Vigne e alle 17 aveva già terminato i rifornimenti d’acqua per i residenti. Un problema improvviso a cui ha cercato di rimediare un consigliere comunale, che nel volgere di qualche minuto ha messo a disposizione di alcuni cittadini la propria campagna nell’agro vicino per rifornire i loro bidoni, collegando manualmente le pompe all’acqua del pozzo. L’amministrazione ha attivato ieri mattina il Centro operativo comunale e ha coordinato una serie di attività per fare fronte alla mancanza di acqua. Ieri pomeriggio i cittadini hanno potuto fruire di un'altra autobotte predisposta dal Comune, in via Migheli e nel frattempo il sindaco Sean Wheeler ha chiesto aiuto anche alla Protezione Civile per mettere a disposizione un'altra autocisterna da settemila litri. Il mezzo è intervenuto a supporto delle comunità alloggio che ospitano anziani e malati.

«La surreale vicenda della mancanza dell'acqua nella nostra città – dice il consigliere Pd Massimo Cossu - rappresenta forse l'emblema finale della gestione di questa amministrazione: dal sindaco di Porto Torres ci saremo aspettati una vicinanza e sensibilità maggiore nell'affrontare una crisi come questa, che ha messo in seria difficoltà intere famiglie con bambini e anziani perchè è stato loro negato il bene più prezioso».

Il disagio di chi vive in periferia, 72 ore consecutive, aveva superato i livelli di guardia. «Una criticità come questa non si è mai verificata a Porto Torres – ricorda l’ex comandante dei rimorchiatori Stefano Mannoni – e quando il servizio idrico era gestito dal Comune i problemi venivano risolti in poche ore da tecnici e fontanieri: in questa vicenda ho notato mancanza di professionalità, considerando i mezzi tecnici e la forza lavoro a disposizione delle aziende». L’emergenza idrica, secondo il consigliere sardista Davide Tellini, doveva essere trattata in altro modo. «La comunicazione dell’amministrazione pentastellata è stata assai lacunosa – attacca - e priva di possibili soluzioni e di azioni concrete da compiere, demandata soltanto ai social. Bisognava tutelare gli interessi dei cittadini predisponendo urgentemente un servizio di distribuzione dell’acqua con diverse cisterne, e il sindaco doveva rimboccarsi le maniche con immediatezza affrontando eventi come quello ancora in corso con tutti gli strumenti che la legge gli mette a disposizione».

Anche per il consigliere comunale di Progetto Turritano, Alessandro Carta, sono incalcolabili i disagi e i danni causati dall'interruzione del servizio idrico di questi giorni. «Intere famiglie stanno letteralmente impazzendo da ben tre giorni – sostiene - e risulta difficile solo immaginare come possa trascorrere giorni interi senza un filo di acqua in casa chi ha in casa anziani bisognosi di cure, bambini ma anche semplici lavoratori. Per non parlare poi dei danni economici che devono fronteggiare coloro che gestiscono attività e che non possono certo gestirsi riempiendo i bidoni». L’auspicio di tutti è che questo stato di emergenza termini il più presto possibile e che episodi come questo non debbano più accadere in una città di circa 23mila abitanti.

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