A Ittiri la magia del presepe vivente

Il corteo di figuranti accompagnato dal suono tradizionale delle launeddas

ITTIRI. A Ittiri il Natale arriva 10 giorni prima. Nella serata di sabato 14, infatti, dopo un peregrinare per le vie della città, alla ricerca di una stanza che li ospitasse per dare alla luce il figlio di Dio, ma avendo trovato solo porte chiuse, Maria e Giuseppe si sono rifugiati in un’umile capanna. Il lungo e partecipato corteo, accompagnato dal coro Boghes e Ammentos e dal suono delle launeddas di Giovanni Tronci, ha preso avvio dalla chiesa di San Francesco con in testa la Madonna, su un asino, e San Giuseppe seguiti dai pastori, dai Re Magi, e da numerosissimi personaggi con gli abiti tradizionali, si è concluso, in Piazza Umberto. Lungo il percorso numerose figuranti impegnate nelle faccende domestiche in un ambiente simile a quello che, 2019 anni fa, vide il peregrinare, nel villaggio di Betlemme, di Giuseppe e Maria. Tanti i bambini e le bambine vestiti da “Angioletti”, con aureola e ali luccicanti che seguivano i Magi e i pastori, alcuni con in spalla l’agnello, vero e vivo, simbolo dell’innocenza. Accanto alla capanna della natività, dove la Madonna teneva in braccio Gesù Bambino, sotto lo sguardo attento e premuroso di Giuseppe, con accanto i Re Magi, altre capanne con uomini e donne, in abbigliamento tradizionale, che svolgevano attività tipiche della comunità palestinese. Ittiri, per una serata, ha vestito i panni della storia attraverso una rappresentazione che, per la prima volta, celebra la Natività, coinvolgendo il popolo nella rappresentazione dell’avvenimento più significativo per i credenti: il Figlio di Dio che nasce povero tra i poveri.

Vincenzo Masia



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