Biogas a Scala Erre, accordo Ladurner-Comune
Stop alle reciproche richieste milionarie di risarcimento per la mancata realizzazione dell’impianto
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SASSARI. Finisce pari e patta la lunga querelle tra il Comune di Sassari e la Ladurner, la srl che avrebbe dovuto realizzare, in regime di project financing, un impianto di valorizzazione energetica del biogas prodotto dalla componente organica dei rifiuti depositati nella discarica di Scala Erre. Il tutto secondo un contratto stipulato nell’ottobre del 2010 che, a fronte di un investimento iniziale per la realizzazione degli impianti di circa 5 milioni, avrebbe generato nei successivi 12 anni di gestione dicavi per quasi 40 milioni, con 6 milioni e mezzo di utili per Ladurner e oltre 14 milioni di royalty per il Comune.
Un progetto nato male, con la Ladurner che già nella fase di progettazione Ladurner chiedeva la modifica del piano economico-finanziario, ritenuto non più sostenibile, «senza tuttavia fornire – attacca il Comune – né un’analisi tecnico-economica a sostegno di tale richieste né soprattutto presentare la preventiva asseverazione bancaria, che ne avrebbe dovuto necessariamente certificare attendibilità e sostenibilità». Peraltro le richieste non erano accompagnate da un puntuale adempimento delle obbligazioni contrattuali, con Ladurner che accumulava un forte ritardo nelle attività di progettazione, ritardo particolarmente significativo avuto riguardo alle possibilità di sfruttamento del biogas, per sua natura volatile, che avrebbero richiesto uno stringente rispetto delle tempistiche.
Abbastanza per convincere l’amministrazione, nell’ottobre del 2012, a risolvere il contratto. Con la srl che ha immediatamente citato l’amministrazione per «risoluzione illecita», chiedendo 800mila euro di danni per mancati guadagni, e l’amministrazione che ha replicato chiedendo 14 milioni di risarcimento per le mancate royalty.
Da lì la causa civile che all’udienza dello scorso 16 ottobre, è stata posta in decisione. E la richiesta, pochi giorni dopo, da parte di Ladurner, di definire la vertenza in corso con un accordo transattivo, con rinuncia reciproca agli atti, alle domande promosse ed ai diritti sostanziali sottesi, e con integrale compensazione delle spese, con conseguente estizione della causa. Richiesta accolta dall’amministrazione. (g.bua)
Un progetto nato male, con la Ladurner che già nella fase di progettazione Ladurner chiedeva la modifica del piano economico-finanziario, ritenuto non più sostenibile, «senza tuttavia fornire – attacca il Comune – né un’analisi tecnico-economica a sostegno di tale richieste né soprattutto presentare la preventiva asseverazione bancaria, che ne avrebbe dovuto necessariamente certificare attendibilità e sostenibilità». Peraltro le richieste non erano accompagnate da un puntuale adempimento delle obbligazioni contrattuali, con Ladurner che accumulava un forte ritardo nelle attività di progettazione, ritardo particolarmente significativo avuto riguardo alle possibilità di sfruttamento del biogas, per sua natura volatile, che avrebbero richiesto uno stringente rispetto delle tempistiche.
Abbastanza per convincere l’amministrazione, nell’ottobre del 2012, a risolvere il contratto. Con la srl che ha immediatamente citato l’amministrazione per «risoluzione illecita», chiedendo 800mila euro di danni per mancati guadagni, e l’amministrazione che ha replicato chiedendo 14 milioni di risarcimento per le mancate royalty.
Da lì la causa civile che all’udienza dello scorso 16 ottobre, è stata posta in decisione. E la richiesta, pochi giorni dopo, da parte di Ladurner, di definire la vertenza in corso con un accordo transattivo, con rinuncia reciproca agli atti, alle domande promosse ed ai diritti sostanziali sottesi, e con integrale compensazione delle spese, con conseguente estizione della causa. Richiesta accolta dall’amministrazione. (g.bua)
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