Li Nibari in debito con il Comune
di Salvatore Santoni
Sorso, la Sardegna Holidays che gestisce il camping ha ancora canoni arretrati per 48mila euro
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SORSO. Circa 48mila euro di canoni arretrati, collaudi infiniti e un piano di investimento che avrebbe dovuto arricchire il patrimonio di tutti i sorsensi e invece non si è mai compiuto. Sono questi i nodi del caso Li Nibari affrontati ieri mattina in commissione Bilancio dopo la scadenza della deroga all’accordo transattivo con la ditta Sardegna Holidays. La seduta, arrivata dopo il buco nell’acqua della precedente riunione a causa di alcune assenze, si è aperta con uno scontro al vetriolo tra la vicesindaco Rita Pisano e il presidente Simone Razzu.
Nervi tesi. L’assessora ha esordito spiegando la sua assenza all’ultima riunione “notata” dalla minoranza: «Non ero assente perché la commissione non è stata concertata con me. Ci si deve mettere d’accordo e questo non è avvenuto». «Il regolamento prevede che il presidente possa convocarla lo stesso – ha aggiunto la vicesindaco – se manca il dialogo l’assessore può decidere di non essere presente in commissione». La replica di Razzu non si è fatta attendere: «Ci sono commissioni che sono state convocate su vostra richiesta anche 24 ore prima della seduta, mentre per questa l’ordine del giorno era pronto da due settimane prima».
Il piatto piange. I toni sono diventati decisamente più sommessi quando i tecnici comunali hanno cominciato a snocciolare i numeri dell’ennesimo caos su Li Nibari. La gestione del campeggio comunale da anni è attraversata da una serie di situazioni che non accennano a ritornare nei giusti binari. La riunione di ieri ha infatti certificato, ancora una volta, una serie di inadempienze da parte del gestore. Si tratta di circa 48mila euro di debiti – la stima della Ragioneria verrà aggiornata nei prossimi giorni – che andavano saldati entro il 14 dicembre, cioè il termine ultimo fissato dalla proroga (deliberata dalla giunta del sindaco Fabrizio Demelas) all’accordo transattivo (deliberato a giugno dall’ex giunta di Giuseppe Morghen).
Collaudi. Durante la seduta sono emersi anche altri due aspetti fondamentali ma disattesi dell’accordo tra pubblico e privato: il collaudo dei lavori di manutenzione e la presentazione del piano attuativo per gli investimenti. Alla data di ieri ai Lavori pubblici non era pervenuto né il primo e nemmeno il secondo documento. L’unica notizia su cui hanno discusso i commissari è una nota inviata dal collaudatore delle opere al Comune. Il professionista ha fatto sapere agli uffici che, dopo quattro solleciti inviati alla ditta guidata da Pino Porcedda, è venuto a conoscenza del fatto che qualcosa si è mosso. Il sopralluogo potrebbe quindi arrivare entro il prossimo 15 gennaio.
Buon senso. La violazione dei termini dell’accordo non scuote il Comune più di tanto. «Bisogna dare esecuzione alla transazione – ha detto la segretaria Fonnesu –. È vero che gli adempimenti previsti non sono stati rispettati. E per questo stiamo affrontando la situazione tenendo presenti due esigenze: non far subire all’ente ulteriori danni rispetto a quelli già subìti ed evitare di affossare un’attività che dimostra comunque di voler procedere nella gestione. Dobbiamo usare buon senso e ragionevolezza».
Nervi tesi. L’assessora ha esordito spiegando la sua assenza all’ultima riunione “notata” dalla minoranza: «Non ero assente perché la commissione non è stata concertata con me. Ci si deve mettere d’accordo e questo non è avvenuto». «Il regolamento prevede che il presidente possa convocarla lo stesso – ha aggiunto la vicesindaco – se manca il dialogo l’assessore può decidere di non essere presente in commissione». La replica di Razzu non si è fatta attendere: «Ci sono commissioni che sono state convocate su vostra richiesta anche 24 ore prima della seduta, mentre per questa l’ordine del giorno era pronto da due settimane prima».
Il piatto piange. I toni sono diventati decisamente più sommessi quando i tecnici comunali hanno cominciato a snocciolare i numeri dell’ennesimo caos su Li Nibari. La gestione del campeggio comunale da anni è attraversata da una serie di situazioni che non accennano a ritornare nei giusti binari. La riunione di ieri ha infatti certificato, ancora una volta, una serie di inadempienze da parte del gestore. Si tratta di circa 48mila euro di debiti – la stima della Ragioneria verrà aggiornata nei prossimi giorni – che andavano saldati entro il 14 dicembre, cioè il termine ultimo fissato dalla proroga (deliberata dalla giunta del sindaco Fabrizio Demelas) all’accordo transattivo (deliberato a giugno dall’ex giunta di Giuseppe Morghen).
Collaudi. Durante la seduta sono emersi anche altri due aspetti fondamentali ma disattesi dell’accordo tra pubblico e privato: il collaudo dei lavori di manutenzione e la presentazione del piano attuativo per gli investimenti. Alla data di ieri ai Lavori pubblici non era pervenuto né il primo e nemmeno il secondo documento. L’unica notizia su cui hanno discusso i commissari è una nota inviata dal collaudatore delle opere al Comune. Il professionista ha fatto sapere agli uffici che, dopo quattro solleciti inviati alla ditta guidata da Pino Porcedda, è venuto a conoscenza del fatto che qualcosa si è mosso. Il sopralluogo potrebbe quindi arrivare entro il prossimo 15 gennaio.
Buon senso. La violazione dei termini dell’accordo non scuote il Comune più di tanto. «Bisogna dare esecuzione alla transazione – ha detto la segretaria Fonnesu –. È vero che gli adempimenti previsti non sono stati rispettati. E per questo stiamo affrontando la situazione tenendo presenti due esigenze: non far subire all’ente ulteriori danni rispetto a quelli già subìti ed evitare di affossare un’attività che dimostra comunque di voler procedere nella gestione. Dobbiamo usare buon senso e ragionevolezza».
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