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Sassari

Morte in cantiere, paga la società

Morte in cantiere, paga la società

Operaio travolto mentre montava una gru. Accolte le richieste degli eredi

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SASSARI. Se il macchinario, in questo caso una gru, era stato venduto “chiavi in mano”, anche la ditta venditrice deve risarcire gli eredi di una persona morta durante il montaggio. E poco importa se, per fare il lavoro a regola d’arte, la società avesse incaricato una ditta specializzata.

Lo ha stabilito la Cassazione che nei giorni scorsi ha respinto il ricorso della società Scandellari (rappresentata e difesa dall’avvocato Pierino Arru) contro una sentenza emessa dalla corte d’appello di Sassari nel 2015. I giudici di secondo grado avevano accolto il ricorso degli eredi di un uomo deceduto mentre lavorava in un cantiere. Q. M. era stato colpito da una gru movimentata da un collega. Quest’ultimo, insieme al titolare della ditta, sono stati condannati per l’infortunio mortale.

Mentre il tribunale aveva riconosciuto la responsabilità dei datori di lavoro e non anche della società venditrice, la corte d’appello aveva riformato la sentenza e riconosciuto la responsabilità della Scandellari che si è vista dare torto anche dalla seconda sezione ciivile della Suprema Corte presieduta dal giudice Felice Manna. La società dovrà pagare 9.200 euro di spese di giudizio.

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