Il “binario morto” trionfa a Cagliari
L’opera del regista Antonio Macciocco premiata al concorso “Linee di Paesaggio”
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SASSARI . Come incredibilmente la vita possa ricominciare da un “binario morto”, restituendo motivazioni e interessi a chi riteneva che ormai nulla valesse più la pena, e facendo riscoprire, insieme a quello del protagonista, il cuore profondo di un’isola che non si vuole rassegnare al declino. E’ la storia raccontata da Antonio Macciocco nella sceneggiatura de “Il binario morto”, e per la quale il regista sassarese ha vinto il primo premio al prestigioso concorso d'arte "Linee di Paesaggio", tenutosi a Cagliari nei giorni scorsi. «Per la capacità di raccontare – recita la motivazione – il paradosso della modernizzazione in una Sardegna rarefatta, ancorata agli universi letterari dell’isola, alle relazioni dirette e rappresentata dalla resilienza dissacrante della saggezza popolare che Luigi incarna e abita. Una terra – prosegue la giuria – qui rappresentata nell’accoglienza della tradizione più autentica e profonda».
Il concorso era organizzato dalla Soprintendenza di Cagliari e Oristano, con la collaborazione della Fondazione di Sardegna e della Film Commission Sardegna. Si trattava di una competizione nazionale cui hanno partecipato oltre 120 autori provenienti da ogni parte d'Italia.
Gli altri vincitori, oltre ad Antonio Maccicco che ha vinto il primo premio nella sezione “sceneggiatura”, provengono da altre regioni della penisola. «Ho incontrato questa storia – dice il regista e sceneggiatore sassarese - qualche tempo fa mentre passeggiavo in campagna. Sbucando dalla vegetazione mi son ritrovato accanto al binario della ferrovia, un binario in cui sapevo non sarebbe passato alcun treno. Osservando la campagna, il binario deserto, il paesaggio dove il tempo sembrava essersi fermato, ho immaginato una persona che si sdraiava sulle rotaie per farla finita, ma per ironia della sorte o per sua fortuna il treno non sarebbe mai arrivato. Quest’immagine è diventata l’apertura del film».
E il film racconta di Francesco, che dopo aver perso il lavoro rientra in Sardegna. Disperato decide di farla finita sdraiandosi sulle rotaie della ferrovia, su un binario morto, appunto. Il ragazzo solo e sconsolato incontra Luigi, che abita in una stazione abbandonata.
L’uomo ha un unico obiettivo rimettere in sesto l’antico vigneto di famiglia e riprendere a produrre l’antico vino. Francesco, inizialmente titubante, aiuta Luigi nella sua impresa. Grazie a questo incontro il ragazzo imparerà ad affrontare la vita con più fantasia e leggerezza.
Mario Bonu
Il concorso era organizzato dalla Soprintendenza di Cagliari e Oristano, con la collaborazione della Fondazione di Sardegna e della Film Commission Sardegna. Si trattava di una competizione nazionale cui hanno partecipato oltre 120 autori provenienti da ogni parte d'Italia.
Gli altri vincitori, oltre ad Antonio Maccicco che ha vinto il primo premio nella sezione “sceneggiatura”, provengono da altre regioni della penisola. «Ho incontrato questa storia – dice il regista e sceneggiatore sassarese - qualche tempo fa mentre passeggiavo in campagna. Sbucando dalla vegetazione mi son ritrovato accanto al binario della ferrovia, un binario in cui sapevo non sarebbe passato alcun treno. Osservando la campagna, il binario deserto, il paesaggio dove il tempo sembrava essersi fermato, ho immaginato una persona che si sdraiava sulle rotaie per farla finita, ma per ironia della sorte o per sua fortuna il treno non sarebbe mai arrivato. Quest’immagine è diventata l’apertura del film».
E il film racconta di Francesco, che dopo aver perso il lavoro rientra in Sardegna. Disperato decide di farla finita sdraiandosi sulle rotaie della ferrovia, su un binario morto, appunto. Il ragazzo solo e sconsolato incontra Luigi, che abita in una stazione abbandonata.
L’uomo ha un unico obiettivo rimettere in sesto l’antico vigneto di famiglia e riprendere a produrre l’antico vino. Francesco, inizialmente titubante, aiuta Luigi nella sua impresa. Grazie a questo incontro il ragazzo imparerà ad affrontare la vita con più fantasia e leggerezza.
Mario Bonu
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