Comune, sì al garante dell’infanzia
di Giovanni Bua
Approvata all’unanimità una mozione di Fundoni (Pd) per predisporre un apposito regolamento
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SASSARI. Il Comune avrà un garante per l’infanzia. Questo l’impegno perso all’unanimita dal Consiglio che, dopo una piccola limatura, ha approvato all’unanimità una mozione presentata sul tema da Carla Fundoni e sottoscritta dai compagni di gruppo del partito democratico Giuseppe Masala, Fabio Pinna e Giuseppe Mascia. Il testo impegna il consiglio a mettere in atto tutte le procedure nelle commissioni di competenza per redigere un apposito regolamento comunale che porti ad individuare la figura del Garante per l’infanzia comunale.. «Nel 1991 l’Italia ha assunto un impegno fondamentale nella storia dei diritti di bambini e adolescenti ratificando la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – recita la mozione –. Primo testo internazionale vincolante in materia, la Convenzione costituisce un grande traguardo per la tutela e la promozione dei diritti delle persone di minore età che, fino ad un secolo prima, non trovavano alcuna protezione giuridica».
«Per assicurare a livello nazionale la piena attuazione e la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti secondo le disposizioni della Convenzione, nel 2011 è stata istituita l’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Istituzione dotata di poteri autonomi di organizzazione e indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione gerarchica, l’Autorità garante è un organo monocratico. Dal 28 aprile 2016 la guida Filomena Albano, magistrato».
«In seguito è stato istituito il garante regionale per l’infanzia, con la legge regionale del 7 febbraio 2011, che, nell’esercizio delle sue attribuzioni, può richiamare le istituzioni pubbliche a prendere in considerazione, nello svolgimento dei loro compiti, il superiore interesse dei bambini e dei ragazzi, vigilare sul rispetto dei diritti dei minori nel territorio regionale e segnalare alle amministrazioni competenti casi di bambini e ragazzi in situazioni di rischio o di pregiudizio. Ma anche promuovere e sollecitare interventi di aiuto e sostegno a favore di bambini e ragazzi, o l’adozione di atti o la modifica o riforma degli stessi qualora ritenuti pregiudizievoli dell’interesse dei minori. E poi trasmettere, informandone i servizi sociali competenti, all’autorità giudiziaria informazioni, eventualmente corredate di documenti, inerenti la condizione o gli interessi della persona di minore età. Il Garante regionale ha facoltà di intervenire nei procedimenti amministrativi, di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memorie scritte e documenti e promuove, anche in collaborazione con i competenti organi regionali, la cultura della tutela e della curatela».
Tutti compiti che si possono declinare anche a livello comunale, non appena la nuova figura sarà istituita.
«Sono e siamo molto soddisfatti per l'esito positivo della mozione – sottolinea Carla Fundoni – e della condivisione unanime da parte di tutto il consiglio. Era importante per noi inserire la figura del garante dell’infanzia. Speriamo che alla ripresa dei lavori, le commissioni si adoperino subito per redigere l'apposito regolamento che ne determini subito l'individuazione e l'operatività, dotando cosi il Comune di un ulteriore utile strumento».
«Per assicurare a livello nazionale la piena attuazione e la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti secondo le disposizioni della Convenzione, nel 2011 è stata istituita l’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Istituzione dotata di poteri autonomi di organizzazione e indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione gerarchica, l’Autorità garante è un organo monocratico. Dal 28 aprile 2016 la guida Filomena Albano, magistrato».
«In seguito è stato istituito il garante regionale per l’infanzia, con la legge regionale del 7 febbraio 2011, che, nell’esercizio delle sue attribuzioni, può richiamare le istituzioni pubbliche a prendere in considerazione, nello svolgimento dei loro compiti, il superiore interesse dei bambini e dei ragazzi, vigilare sul rispetto dei diritti dei minori nel territorio regionale e segnalare alle amministrazioni competenti casi di bambini e ragazzi in situazioni di rischio o di pregiudizio. Ma anche promuovere e sollecitare interventi di aiuto e sostegno a favore di bambini e ragazzi, o l’adozione di atti o la modifica o riforma degli stessi qualora ritenuti pregiudizievoli dell’interesse dei minori. E poi trasmettere, informandone i servizi sociali competenti, all’autorità giudiziaria informazioni, eventualmente corredate di documenti, inerenti la condizione o gli interessi della persona di minore età. Il Garante regionale ha facoltà di intervenire nei procedimenti amministrativi, di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memorie scritte e documenti e promuove, anche in collaborazione con i competenti organi regionali, la cultura della tutela e della curatela».
Tutti compiti che si possono declinare anche a livello comunale, non appena la nuova figura sarà istituita.
«Sono e siamo molto soddisfatti per l'esito positivo della mozione – sottolinea Carla Fundoni – e della condivisione unanime da parte di tutto il consiglio. Era importante per noi inserire la figura del garante dell’infanzia. Speriamo che alla ripresa dei lavori, le commissioni si adoperino subito per redigere l'apposito regolamento che ne determini subito l'individuazione e l'operatività, dotando cosi il Comune di un ulteriore utile strumento».
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