Le 150mila buste della “casa” di Aldo Meloni
Viveri “a pioggia” ma anche dentiere, abbigliamento e giocattoli alla Fraterna solidarietà
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SASSARI. Lui ama definirsi un «vecchio massone» ed effettivamente triangolo e scalini fanno bella mostra nel simbolo della sua “Casa”, ma il protagonista è un bel pezzo di pane offerto da una mano amica. La stessa mano che distribuisce 150mila buste di generi alimentari all’anno, oltre a dentiere gratuite, abiti, dolci della befana giocattoli. Ma anche farmaci di fascia C, soldi per bollette e bombole, consulenze di avvocati e commercialisti, visite mediche e un laboratorio per le ecografie aperto 7 giorni su 7. È la Casa della Fraterna Solidarietà, guidata con mano salda e spirito audace da Aldo Meloni, un passato da direttore di banca e un presente da dandy della carità, che insieme a oltre 60 volontari (per l’80% donne, e che non hanno niente a che fare con la massoneria, pur sapendo bene che il vulcanico fondatore e responsabile è un libero muratore fieramente iscritto da una vita al Grande Oriente d’Italia) da 15 anni declina la sua idea di solidarietà.
«Non chiediamo a nessuno chi sei, perché hai bisogno, quali sono le tue idee – è il suo mantra –. E le derrate alimentari contenuti nel “sacchetto della solidarietà” vengono date a chiunque si metta in fila davanti alla nostra porta.
E le file sempre più lunghe che si snodano di fronte ai garage dell’ex questura in corso Margherita di Savoia (da qualche anno “riparate” da una passerella coperta) sono ormai parte integrante del panorama cittadino.
Ma non è solo cibo ad essere offerto dalla Casa, che si regge grazie al cinque per mille, alle donazioni private in denaro e cibo e, in minima parte, grazie ai contributi pubblici. Il guardaroba a disposizione da distribuire è fornitissimo: dalla biancheria intima all’abito da sposa, passando per le scarpe e le coperte. C’è un ambulatorio dentistico, che tra le altre cose ha fornito negli anni oltre mille dentiere gratuite(arrivate anche dentro le mura del carcere di Bancali). E ancora la tutela dei diritti delle persone in stato di difficoltà, con l’ausilio di avvocati, commercialisti, ma anche un servizio di mediazione familiare. E un ambulatorio per le ecografie. Ma anche il l pagamento delle bollette della luce, dell’acqua e l’acquisto di medicine di fascia C. E giocattoli e calze per Natale e la Befana.
«Non chiediamo a nessuno chi sei, perché hai bisogno, quali sono le tue idee – è il suo mantra –. E le derrate alimentari contenuti nel “sacchetto della solidarietà” vengono date a chiunque si metta in fila davanti alla nostra porta.
E le file sempre più lunghe che si snodano di fronte ai garage dell’ex questura in corso Margherita di Savoia (da qualche anno “riparate” da una passerella coperta) sono ormai parte integrante del panorama cittadino.
Ma non è solo cibo ad essere offerto dalla Casa, che si regge grazie al cinque per mille, alle donazioni private in denaro e cibo e, in minima parte, grazie ai contributi pubblici. Il guardaroba a disposizione da distribuire è fornitissimo: dalla biancheria intima all’abito da sposa, passando per le scarpe e le coperte. C’è un ambulatorio dentistico, che tra le altre cose ha fornito negli anni oltre mille dentiere gratuite(arrivate anche dentro le mura del carcere di Bancali). E ancora la tutela dei diritti delle persone in stato di difficoltà, con l’ausilio di avvocati, commercialisti, ma anche un servizio di mediazione familiare. E un ambulatorio per le ecografie. Ma anche il l pagamento delle bollette della luce, dell’acqua e l’acquisto di medicine di fascia C. E giocattoli e calze per Natale e la Befana.
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