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Rissa tra sassaresi e migranti al Pime, chiesti 18 rinvii a giudizio

SASSARI. A fine ottobre del 2017 una banale lite fra alcuni residenti del quartiere di Santa Maria di Pisa e un giovane migrante del Gambia, ospite della casa di accoglienza per richiedenti asilo del...


17 gennaio 2020


SASSARI. A fine ottobre del 2017 una banale lite fra alcuni residenti del quartiere di Santa Maria di Pisa e un giovane migrante del Gambia, ospite della casa di accoglienza per richiedenti asilo del Pime, si era trasformata in una guerriglia urbana che alla fine aveva coinvolto una settantina di persone armate di pietre e bastoni e che solo per miracolo non aveva lasciato vittime per terra.

In quattro, due giovani sassaresi e due ospiti del centro di accoglienza, erano finiti al pronto soccorso con ferite alla testa e alle gambe. A un anno di distanza gli agenti della squadra mobile di Sassari, coordinati dal dirigente Dario Mongiovì, avevano chiuso le indagini e ricostruito la vicenda, riuscendo a dare nomi, cognomi e volti a buona parte dei protagonisti della mattinata di follia. Due giorni fa, in udienza preliminare, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per diciotto imputati, tra sassaresi e stranieri. A dodici di loro è contestato il reato di rissa, a uno di questi anche il porto ingiustificato di una roncola. Altri sei, tutti sassaresi, sono accusati invece di violenza privata in concorso per aver aggredito il responsabile del centro di accoglienza del Pime, colpendo l’auto su cui viaggiava poco dopo la rissa.

Gli scontri erano scoppiati all’ora di pranzo del 27 ottobre 2017 in piazza Dettori, dove si erano fronteggiati con bottiglie, catene e bastoni due gruppi di una trentina di persone: da una parte i residenti del quartiere, dall’altra i migranti del centro di via Solari. La notte seguente l’edificio del Pime era stato bersagliato da bombe molotov, che per fortuna avevano solo annerito la facciata del palazzo senza provocare feriti. La lite era iniziata fra alcuni ragazzi del quartiere di Santa Maria di Pisa e un giovane del Gambia, secondo alcuni abitanti della zona per qualche apprezzamento di troppo a una ragazza del quartiere. In base a una prima ricostruzione delle forze dell’ordine il giovane era già stato aggredito qualche giorno prima, il 27 ottobre era ritornato in zona, nella tabaccheria del quartiere, per comprare una ricarica telefonica insieme a due amici. Davanti al negozio sarebbe stato accerchiato e pestato nuovamente da un gruppo di rivali locali. Uno degli amici era corso al Pime e dal centro di accoglienza si erano mossi in massa una trentina di ragazzi, alcuni armati di bastoni. (na.co.)

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