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Va via per 48 ore e poi torna a casa: perde la causa con l’ex marito

SASSARI. Bastano 48 ore di allontanamento del tetto coniugale, andare via in un momento di esasperazione, per perdere tutto dopo oltre 20 anni di matrimonio e due figli. È costata cara la fuga dal...

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SASSARI. Bastano 48 ore di allontanamento del tetto coniugale, andare via in un momento di esasperazione, per perdere tutto dopo oltre 20 anni di matrimonio e due figli. È costata cara la fuga dal domicilio domestico a una signora di Sassari, che per due giorni era andata via per poi tornare sui suoi passi e trovare la serratura cambiata dal marito che non le aveva perdonato la “fuga”.

Anche la Cassazione, come in precedenza il Tribunale di Sassari nel 2015 e la Corte di Appello di Cagliari nel 2018, ha attribuito l’addebito della separazione alla donna, “colpevole” di un breve periodo di allontanamento dalla vita familiare. Era stato solo un momento di scoraggiamento. La Suprema Corte (ordinanza 509) ha alzato le mani davanti alla «valutazione che appartiene esclusivamente ai giudici di merito» che hanno puntato l'indice contro il «carattere unilaterale e non temporaneo della moglie di abbandonare la residenza familiare ponendo fine alla relazione coniugale». Allontanarsi da casa per due giorni, a fronte di due decenni vissuti sotto lo stesso tetto, dunque è una colpa non scusabile quando, come in questo caso, non ci sono state «pressioni, violenze o minacce dal marito», ma solo la «decisione unilaterale» di una donna che aveva deciso di prendersi 48 ore di tempo tutto suo, nelle quali poi aveva maturato la convinzione di tornare a casa. Invece al rientro, la sorpresa della serratura già cambiata. Il marito non ne voleva sapere più niente. Poi la vicenda si è trasferita in Tribunale. La donna era andata a stare dalla madre, aveva perso ogni diritto a casa e l’assegno. A lei si è unito il figlio maggiorenne che ancora non guadagna e al quale il padre deve versare 300 euro al mese. Poi anche il figlio minore (ormai 18enne anche lui) «per sua scelta», nonostante la sua residenza fosse dove è rimasto il padre, è andato a vivere con mamma, nonna e fratello. Senza diritto a nessun assegno.

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