processo alzheimer
Un teste della difesa: «Mio fratello migliorò con la terapia Dore»
SASSARI. «A febbraio venni qui in Sardegna e trovai mio fratello migliorato, nel senso che era più gestibile rispetto a prima. Non era più violento». Nel processo al neurologo di Ittiri Giuseppe Dore...
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SASSARI. «A febbraio venni qui in Sardegna e trovai mio fratello migliorato, nel senso che era più gestibile rispetto a prima. Non era più violento».
Nel processo al neurologo di Ittiri Giuseppe Dore e ad altri venti imputati finiti a processo nell’ambito dell’inchiesta sulla Psiconeuroanalisi (e sui presunti maltrattamenti ad alcuni pazienti affetti da Alzheimer), continua l’esame dei testimoni citati dagli avvocati della difesa. Ieri in particolare è stata la volta di alcuni familiari dell’ingegnere Di Carlo, uno stimato professionista che si era ammalato ed era approdato a Sassari per tentare la terapia Dore. «Sì, un giorno incontrai il neurologo Dore – ha detto il fratello dell’ingegnere davanti al collegio presieduto dal giudice Mauro Pusceddu (a latere Giulia Tronci e Sergio De Luca) – Ci disse che ci avrebbe restituito Giancarlo non guarito ma gestibile sì. Il medico spiegò anche che probabilmente mio fratello aveva subìto un danno in gioventù. In ogni caso mai ci parlò di guarigione». Nella prossima udienza, fissata per l’11, in aula ancora testimoni della difesa.
Nel processo al neurologo di Ittiri Giuseppe Dore e ad altri venti imputati finiti a processo nell’ambito dell’inchiesta sulla Psiconeuroanalisi (e sui presunti maltrattamenti ad alcuni pazienti affetti da Alzheimer), continua l’esame dei testimoni citati dagli avvocati della difesa. Ieri in particolare è stata la volta di alcuni familiari dell’ingegnere Di Carlo, uno stimato professionista che si era ammalato ed era approdato a Sassari per tentare la terapia Dore. «Sì, un giorno incontrai il neurologo Dore – ha detto il fratello dell’ingegnere davanti al collegio presieduto dal giudice Mauro Pusceddu (a latere Giulia Tronci e Sergio De Luca) – Ci disse che ci avrebbe restituito Giancarlo non guarito ma gestibile sì. Il medico spiegò anche che probabilmente mio fratello aveva subìto un danno in gioventù. In ogni caso mai ci parlò di guarigione». Nella prossima udienza, fissata per l’11, in aula ancora testimoni della difesa.
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