Scuolabus, affidato il nuovo servizio
L’appalto è andato all’azienda Piras di Cagliari. Ora si attende la piena operatività
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PORTO TORRES. É stata la ditta Piras Gianfelice di Cagliari ad aggiudicarsi il servizio di trasporto scolastico – importo di 66mila e 984 euro - per l’anno scolastico 2020 e 2020-2021.
Un affidamento che era stato caricato attraverso il portale Sardegnacat, mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni, e che cinque famiglie dell’agro cittadino attendevano da tanto tempo. Nei mesi scorsi l’assessora alla Pubblica istruzione Mara Rassu aveva assicurato che nei primi mesi del 2020 anche i minori che abitano nella periferia più lontana e che frequentano le scuole cittadine, avrebbero finalmente viaggiato con un mezzo da casa a scuola e viceversa.
Per i mesi da settembre a novembre 2019 l’amministrazione comunale ha comunque provveduto a versare un contributo alle famiglie dei sette alunni che vivono a Li Lioni e che non hanno potuto fruire del servizio di scuolabus. Ora l’auspicio dei genitori è che il servizio venga riattivato al più presto sino alla fine dell’anno scolastico. Anche perché non tutti gli alunni che vivono nell’agro riescono a trovare tutti i giorni il “passaggio” in auto verso la scuola di appartenenza. (g.m.)
Un affidamento che era stato caricato attraverso il portale Sardegnacat, mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni, e che cinque famiglie dell’agro cittadino attendevano da tanto tempo. Nei mesi scorsi l’assessora alla Pubblica istruzione Mara Rassu aveva assicurato che nei primi mesi del 2020 anche i minori che abitano nella periferia più lontana e che frequentano le scuole cittadine, avrebbero finalmente viaggiato con un mezzo da casa a scuola e viceversa.
Per i mesi da settembre a novembre 2019 l’amministrazione comunale ha comunque provveduto a versare un contributo alle famiglie dei sette alunni che vivono a Li Lioni e che non hanno potuto fruire del servizio di scuolabus. Ora l’auspicio dei genitori è che il servizio venga riattivato al più presto sino alla fine dell’anno scolastico. Anche perché non tutti gli alunni che vivono nell’agro riescono a trovare tutti i giorni il “passaggio” in auto verso la scuola di appartenenza. (g.m.)
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