Ozieri, consegnati dieci alloggi comunali

Cinque appartamenti sono a Chilivani, gli altri si trovano nel centro storico  La gioia dei nuovi inquilini. Sarobba: «Altre case saranno a disposizione» 

OZIERI. Gli occhi lucidi di felicità e un sorriso stampato sulle labbra sono stati i segni distintivi che hanno caratterizzato la cerimonia di assegnazione di dieci alloggi a canone agevolato, ristrutturati dal comune di Ozieri e concessi alle famiglie inserite in graduatoria.

Nel palazzo comunale, mercoledì mattina, il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici Gigi Sarobba ha convocato gli assegnatari per la consegna delle chiavi e la firma del contratto portando a compimento una buona parte di un progetto partito quasi dieci anni fa e sul quale sino ad ora sono stati investiti oltre ottocentomila euro ottenuti da finanziamenti a carattere regionale.

Il sopralluogo della commissione per la visione dei lavori eseguiti è iniziato nella prima mattina con le visite dei funzionari comunali a cinque appartamenti nelle palazzine di via dei Ferrovieri, nella borgata di Chilivani, ristrutturate con infissi nuovi, impianti di riscaldamento, sanitari, controsoffittature, tinteggiatura e ripristino della pavimentazione che rendono gli alloggi confortevoli e fruibili.

Più articolati invece gli interventi di tre complessi abitativi del centro storico, in via Barone Mannu, via Grixoni e via Maroncelli, che hanno dovuto rispettare anche i vincoli imposti della Soprintendenza e dove sono stati restaurati addirittura i vecchi tavolati in legno delle volte, levigati gli antichi pavimenti in graniglia e riportate a nuova vita porte e finestre originali.

Questi edifici erano inseriti nel piano regionale di riqualificazione denominato “Bighinados”, teso a recuperare vecchie strutture da assegnare poi a canone sociale. «Ci sono altri appartamenti nei quali a breve inizieranno i lavori – ha detto Sarobba – e proseguire su questa strada è l’unico modo per dare risposte a quanti hanno bisogno di una soluzione spesso urgente e immediata. L’impegno di tutte le parti, dagli uffici tecnici a quelli dei servizi sociali, è stato grande e a loro va il mio ringraziamento».

Anche gli assegnatari, tra cui coppie giovanissime con figli piccoli al seguito hanno voluto rimarcare la sintonia che sono riusciti a creare con le diverse parti coinvolte. «Siete venuti incontro alle difficoltà che di volta in volta presentavamo – ha detto una giovane mamma – e siete stati disponibili a valutare insieme la soluzione dei problemi. Per noi e per i nostri bambini questo di oggi, è un giorno davvero felice che segna l’avvio di una vita nuova».

L’emergenza abitativa non è certamente risolta poiché l’elenco di chi ha bisogno di un tetto è sempre più lungo di quello delle case disponibili ma acquisire una parte del patrimonio architettonico già esistente significa evitare la nuova creazione di quartieri etichettati antipaticamente come popolari e soprattutto rivitalizzare vie del centro storico spesso abbandonate.

«Il primo effetto ottenuto è stato quello di far scorrere la graduatoria e dare speranza a chi ha fatto domanda ed è in lista da tempo – ha detto Teresa Ghisaura, assessora ai Servizi sociali –. Come amministratori siamo soddisfatti e contenti perché abbiamo dato risposte concrete ai bisogni reali. Con il reperimento di altri fondi potremo continuare l’opera iniziata tempo fa e che sta pian piano concretizzandosi».

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