La quinta voce del coro di Castelsardo

A Piacenza e Cremona studi sulla potenza nascosta dei cantori della Confraternita 

CASTELSARDO. Prenderà il via da domani (lunedì 17), la prima delle quattro giornate di studio, previste a Piacenza e Cremona, sulla polifonia popolare di Castelsardo. L’iniziativa, a cura delle scuole di Musica ed Elettronica del conservatorio Nicolini di Piacenza, vedrà l'apporto dell'Università di Pavia , dipartimento di musicologia e Beni culturali e del Politecnico di Milano, Sound and Music Computing Lab del Polo Territoriale di Cremona e la partecipazione dei cantori della Confraternita dell’Oratorio di Santa Croce, accompagnati dal priore Giovanni Borrielli.

“Il quinto suono” è il tema delle giornate di studio, come riferimento al “terzo suono”, ovvero al fenomeno psicoacustico scoperto dal compositore e violinista Giuseppe Tartini, agli inizi del XVIII secolo: un suono particolare che si crea per la differenza tra le frequenze di un bicordo di quinta giusta, suonato a forte intensità. Nella liturgia della Settimana Santa castellanese, tre gruppi di cantori a quattro voci (bogi, bassi, contra e falzittu) si susseguono, durante la processione del Lunissanti, intonando gli antichi canti del Miserere, Stabat Mater, Jesus e, in particolari condizioni vocali e spaziali, è possibile che riescano a creare la quinta voce, detta “quintina” nella tradizione locale che, da tempo attrae l'interesse degli studiosi, primo fra tutti, l’etnomusicologo Bernard Lotrat-Jacob.

Grazie alla partecipazione dei cantori della Confraternita di Castelsardo, questa pratica polifonica verrà analizzata dal punto di vista etnomusicologico, foniatrico, acustico e come fonte di ispirazione per opere elettroacustiche composte per l'occasione.

I cantori della Confraternita si esercitano nel canto già dai primi di dicembre, come tradizione vuole, per prepararsi ai riti della Settimana Santa, che prenderanno il via il primo sabato di Quaresima, ma hanno intensificato le prove proprio per presenziare a questo importante appuntamento che aggiunge lustro e prestigio sia alla Confraternita che alla città.

«È una uscita significativa per la Confraternita – sottolinea il priore Borrielli –, non è un’esibizione fine a stessa ma un progetto di studio universitario che avrà ulteriori sviluppi. Siamo onorati di costituire una parte importante di questo programma».

Donatella Sini

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